Il decreto Anticipi è legge. Il provvedimento recante «misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili» ha infatti chiuso il suo iter parlamentare con 164 voti a favore (e 115 contrari) nell’Aula della Camera dei deputati.
Il consueto decreto fiscale collegato alla manovra, quest’anno ribattezzato Dl Anticipi, spazia tra diversi comparti e ha ricevuto una pioggia di emendamenti e integrazioni, a causa del blocco alle modifiche posto dal governo sulla legge di Bilancio.
Tra le più importanti novità introdotte dal decreto, ormai legge, c’è la norma che fa decadere il divieto solo per i Piani risparmio costituiti con lo stesso intermediario oppure con la stessa assicurazione. E per i Pir ordinari costituiti dal primo gennaio 2020.
Viene, inoltre, risolta la questione dei mutui agevolati dei bancari, che prevede: per i mutui a tasso fisso il riferimento del tasso base diventa quello dell'anno di concessione del prestito, mentre per i mutui a tasso variabile, per una quota minoritaria del tasso, diventa quello vigente alla data di scadenza di ciascuna rata.
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Nel Dl Anticipi c’è anche l’introduzione dell’obbligo per i proprietari di immobili, che vengono affittati per brevi periodi, di avere e mostrare il codice identificativo nazionale (cin).
È stato poi raddoppiato il bonus psicologo (le risorse passano da 5 a 10 milioni); introdotta l'esenzione Iva per gli interventi di chirurgia estetica a fini terapeutici e riduzione dell'Iva al 10% per gli integratori alimentari e la proroga di tre mesi, fino al 31 marzo 2024, dello smartworking per i genitori lavoratori con figli under 14 nel mondo privato.
Nondimeno è passata la riforma del Fondo di Garanzia che «è un impegno mantenuto dal governo per sostenere il sistema produttivo italiano in un momento in cui le Pmi, asse portante del nostro Paese, sono chiamate ad affrontare e vincere la sfida della duplice transizione green e digitale» ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Nella pratica, ha spiegato «potremo garantire nuovi finanziamenti per 55 miliardi, mantenendo l’importo massimo di 5 milioni di euro per le imprese, con ottime percentuali di copertura e garanzie sugli investimenti che saranno semplificati».
Da ultimo, per ordine di inserimento, il Dl Anticipi proroga al 18 dicembre i termini già scaduti per il versamento delle rate della rottamazione quater. (riproduzione riservata)