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Piazza Affari, rally da trimestrali. I 40 buy di Banca Akros con un potenziale rialzo fino all’85%

03 febbraio 2023, 21:30 Ultimo aggiornamento: 06 febbraio 2023, 17:09

In un mese il Ftse Mib ha cancellato le perdite accusate nel 2022, complici calo del gas e banche centrali caute. I conti di Unicredit hanno dato una bella spinta. Le azioni consigliate da analisti e gestori | Unicredit superstar, Mercadante (Parvus) diventa il secondo azionista. Analisti, piovono aumenti di target price | I campioni di Piazza Affari, ecco il portafoglio 2023 di Equita. Con un occhio a opa e delisting

Vignetta Sergio Manni
Vignetta Sergio Manni

Nel 2022 il Ftse Mib ha perso il 13,3%, da inizio anno ha recuperato il 13,6%, spazzando quasi il ricordo della guerra ancora in atto in Ucraina. Un grosso aiuto è arrivato dal forte calo del gas e dalle banche centrali, Fed e Bce, che non hanno usato toni da falco nei commenti, nonostante abbiano entrambe alzato il denaro, come del resto il mercato si aspettava.

Le prime trimestrali a Piazza Affari hanno fatto sperare, quella di Unicredit ha brillato per profitti e distribuzione agli azionisti, quella di Intesa Sanpaolo, nonostante abbia risentito della controllata in Russia, ha prodotto comunque profitti per 4,35 miliardi e ora il gruppo guidato dall’ad Carlo Messina si prepara a distribuire 5,3 miliardi agli azionisti nel 2023 fra buyback e dividendi. Meno brillanti i conti dei grandi gruppi tech sul Nasdaq. Allora, questo rally di inizio anno ha ancora fiato per correre?

Il momento d’oro delle banche

 Gabriele Gambarova, responsabile Equity Research di Banca Akros, ricorda che «nel 2022 si sono sommate diverse problematiche, dall'inflazione ai tassi in crescita, alla crisi energetica, oltre che alla guerra in Ucraina e alle iniziative dell’amministrazione Biden come l'Inflation Reduction Act che attraggono investimenti negli Usa con riflessi negativi per l’Europa. Eppure le trimestrali che abbiamo visto fino ad ora non denotano particolari punti critici». In un momento in cui il settore finanziario è avvantaggiato dalla Bce, che ha confermato anche di recente il rialzo ulteriore del costo del denaro e in cui il tema di una recessione importante nel 2023 si sta stemperando, prosegue l’analista, «le banche sono le prime a trarre vantaggio. Oggi le banche sono al posto giusto nel momento giusto».

Banca Akros è invece più fredda sui titoli che sono esposti al retail, fra inflazione al rialzo e salari che non salgono, «mentre sul settore dei capital good, dei beni strumentali, siamo più positivi perché dobbiamo ancora vedere gli effetti concreti del Pnnr. Entriamo nel vivo sui contributi europei nel 2023 soprattutto grazie alle infrastrutture, con un impatto che sarà visibile nell'economia reale», spiega Gambarova.

Quanto al settore auto, le aspettative dell’esperto sono di un deterioramento «perché negli ultimi due anni il comparto ha registrato volumi deboli ma prezzi al rialzo, oggi questo mix viene messo in discussione. Quando si parla di auto elettriche, la Cina ha un forte vantaggio competitivo, controlla tutta la filiera: ha accesso al litio e alle terre rare, produce le celle e assembla le batterie facendo leva su bassi costi del lavoro e dell'energia». In questa situazione l'Ue, con la Germania legata strettamente alla Cina sul fronte commerciale, non porta avanti una politica protezionistica, a differenza degli Usa. Non imponiamo barriere all'ingresso alle auto elettriche cinesi, avverte Gambarova e questo avrà conseguenze per i costruttori Ue.

Banca Akros ha 20 giudizi buy sui 40 titoli che compongono il Ftse Mib e 22 sullo Star, come si può leggere nelle tabelle allegate. Il Ftse Mib comprende: Nexi (qui il potenziale maggior rialzo, il target price di 13,1 euro è del 59,5% sopra il valore di borsa), Leonardo Tim, Diasorin, Erg, Campari, Eni, Buzzi Unicem, Recordati, Tenaris, Poste Italiane, Interpump, Mediobanca, Inwit, Azimut, Pirelli, Prysmian, Cnh Industrial, Banca Mediolanum, Saipem e FinecoBank.  Quanto allo Star, il titolo con il maggior potenziale rialzo (85,7%) è Fila (prezzo obiettivo 13,2 euro).

Piazza Affari, rally da trimestrali. I 40 buy di Banca Akros con un potenziale rialzo fino all’85%

Il Ftse Mib viaggia ancora a sconto

Sull'Europa pesano i temi del gas e dell'energia in generale, tornati a scendere e di conseguenza sono rientrati, almeno in parte, gli investitori esteri, nota Lorenzo Batacchi, portfolio manager di Bper Banca e membro Assiom Forex. Fed, Bce e soprattutto la Banca centrale canadese sono pro mercato, aggiunge l’esperto, che è un buon segno. «Il livello raggiunto in borsa sarà sostenibile?

Quest'anno il fatto importante è avere azioni in portafoglio, non esistono ancora le condizioni per capire se il rally visto fino ad ora sarà di lungo respiro. Già il tech negli Usa ha offerto risultati in chiaroscuro», riprende Batacchi. Che nota come, andando a osservare i multipli, il rapporto prezzo/utile atteso al 2023 dell'indice Eurostoxx 50 è di 12,9 volte, quello sul Ftse Mib di 9 volte, quello dello Star di 15,2 volte (nel 2019 era di 19 volte). In linea generale, non appaiono elevati, conclude l’esperto. 

Piazza Affari, rally da trimestrali. I 40 buy di Banca Akros con un potenziale rialzo fino all’85%Piazza Affari, rally da trimestrali. I 40 buy di Banca Akros con un potenziale rialzo fino all’85%

Con l’inflazione al 5% possono salire i margini?

Fabio Caldato, partner di Olympia Wealth Management, mette in guardia: «dopo il doppio evento legato alle principali banche centrali mondiali, Fed e Bce, sembra che il 2022 non sia esistito: non temiamo l’inflazione, scommettiamo sul taglio dei tassi già fra qualche mese, confidiamo negli utili aziendali prospettici. Sebbene abbiamo osservato qualche dato macroeconomico confortante e, soprattutto, numeri coerenti nell’identificare un timido rallentamento della corsa dell’inflazione, riteniamo che siano stati una premessa per un recupero dal crash di fine 2022, ma non siano un valido supporto per un bull market».

Non sarà possibile, infatti, «assistere a una crescita dei margini aziendali insieme ad un'inflazione sopra il 4/5%, osservare il drago cinese ritornare sullo scenario economico internazionale e contemporaneamente prezzi bassi dell’energia. Un eccesso di compiacenza può essere nocivo agli investimenti», sottolinea il gestore che lavora a Londra. Caldato resta costruttivo, ma seleziona i settori in cui investire: «se veramente l’inflazione ha mostrato il suo picco, ma rimarrà su livelli alti, i consumers staples sono da preferire, le banche e i finanziari in generale gioveranno del nuovo equilibrio economico ed, infine, un calo dei prezzi di borsa degli energetici potrebbe essere occasione di acquisto».

Lusso e microchip

In questo scenario, dove le preoccupazioni macroeconomiche diventano più miti, «il rischio è principalmente offerto dalle letture sulle trimestrali, con una particolare attenzione rivolta all’evoluzione dei margini. Il termometro delle decisioni europee in tema di tassi dovrebbe essere offerto da Generali, in qualità di principale cassaforte di Btp», interviene Gabriel Debach, market analyst di eToro.

E’ il comparto bancario, senza ombra di dubbio, prosegue Debach, a essere il settore europeo più tonico, che appare aver «beneficiato della combinazione di tassi al rialzo e del venir meno delle nubi di una recessione. Unicredit, che ha già rilasciato trimestrali record, mostra il possibile percorso per i restanti titoli, con margini di intermediazione in crescita una riduzione sui costi operativi (personale in particolare) che compensano gli aumenti per gli accantonamenti per perdite su crediti. Risultato, oltre ad utili in crescita e possibili corpose compensazioni per gli azionisti (tra dividendi e buyback), anche i margini in progresso che certificano il buon momento del settore».

Con Unicredit in crescita nell’ultimo anno di quasi il 25% e Banco Bpm a guidare i rialzi, Intesa Sanpaolo mostra ancora le sue difficoltà, prosegue l’analista. Nonostante il debito elevato (in un contesto di rialzo dei tassi europeo), «sarà interessante monitorare l’evoluzione di Nexi, con la possibile ripresa del sentiment dei consumatori e il dietrofront del governo sui limiti all’accettazione di pagamenti Pos».

Cambiando fronte, anche STMicroelectronics, oltre ad aver beneficiato di ottime trimestrali, può godere della ripartenza dei titoli Growth americani che rappresentano i suoi principali clienti (41% del fatturato), spiega Debach. I tassi al rialzo in Europa, una minore paura di recessione e l’ottimismo sui mercati statunitensi «potrebbero offrire opportunità anche sui settori ciclici, lusso in particolare», sottolinea l’esperto.

Ftse Mib, obiettivo 27.500 (a breve)

I mercati azionari sono riusciti a sorpassare il rischio dei meeting delle banche centrali che avrebbero dovuto ridurre l’entusiasmo sulle piazze finanziarie. La Federal Reserve ha alzato i tassi di 25 punti base e ha comunicato ulteriori rialzi, ma l’esito è stato che la comunità finanziaria si aspetta una pausa in primavera nel processo di aumento del costo del denaro, nota Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia. La Bce, che doveva mostrarsi falco nelle decisioni e nella comunicazione, ha avuto l’effetto opposto sui mercati, prosegue l’esperto.

Le decisioni da falco (rialzo dei tassi di 50 punti e intenzione di aumentare di altri 50 punti a marzo) sono state accompagnate da una comunicazione «molto confusa da parte del presidente Lagarde che ha lasciato intendere che non c’è almeno da parte di alcuni di essere così restrittivi nei prossimi mesi. Il paradosso è stato che la Bce ha alzato i tassi di interesse di breve e i rendimenti dei bond italiani decennali sono scesi di 40 punti», spiega Diodovich. Nel breve termine, se non ci saranno correzioni da parte del capo economista Philip Lane o dal membro del Board of Governors, Isabel Schnabel, l’esperto crede che avverrà un’accettazione da parte della Bce sull’esito del meeting, «decisioni hawkish ma wording dovish».

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Diodovich crede quindi che per Piazza Affari ci possa essere nel breve spazio per ulteriori allunghi anche grazie ai conti della prossima settimana del settore bancario (Banco Bpm Finecobank, Bper Banca, Mediobanca) che potrebbero seguire «l’ottima trimestrale di Unicredit dando ulteriore slancio alla tendenza rialzista dell’indice italiano anche sopra i 27.500 punti».

Le piazze azionarie continuano a scontare un periodo di veloce disinflazione e un soft landing delle economie nel 2023, ricorda l’esperto. Per molti operatori di borsa ormai le banche centrali sono vicine a una pausa nel processo di rialzo dei tassi. Nel breve IG Italia crede che possa essere «consigliabile aumentare l’esposizione verso il settore finanziario italiano (banche, assicurazioni) e mantenersi invece cauti sul settore industriale».

Nel medio periodo, però, la visione è meno ottimistica rispetto a quella della maggioranza degli analisti. Diodovich ritiene che le pressioni inflazionistiche possano essere persistenti. Soprattutto l’inflazione core «sarà molto difficile da riportare nei valori tollerati dagli istituti centrali. Le manovre delle banche centrali avranno poi effetto sui conti delle imprese nei prossimi trimestri. Riteniamo che nel medio periodo arriverà un movimento correttivo significativo». (riproduzione riservata)



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