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Intesa Sanpaolo, 4,3 miliardi di utile nel 2022. L’ad Messina: ora 5,3 miliardi agli azionisti. Analisti: il tema della guidance

03 febbraio 2023, 10:27 Ultimo aggiornamento: 20:51

Venerdì 3 febbraio Intesa Sanpaolo ha pubblicato i conti del quarto trimestre che hanno battuto il consenso degli analisti. Non quelli del 2022, dove pesa ancora la Russia, ma ora i crediti verso Mosca sono in bonis. Il titolo flette, complice una guidance 2023 sotto le attese  | VIDEO Messina (Intesa): troppo pessimismo su tenuta economia | Perché Banca Akros si aspetta oltre 4 miliardi di utile da Intesa Sanpaolo nonostante le svalutazioni in corsa | Intesa pronta a ridurre il rischio fino a 20 miliardi di euro

Intesa Sanpaolo chiude il quarto trimestre del 2022 con un utile netto di 1,07 miliardi, sopra le attese del consenso Bloomberg di 897,8 milioni (179 milioni nel 2021). Il titolo flette dopo i conti, cede il 2,8% a 2,4 euro per 45,35 miliardi di capitalizzazione.

Anche l’indice sulla solidità del capitale è sopra le aspettative: Cet 1 ratio Phased-in al 13,8%, le stime erano per il 13,2% (consenso Bloomberg). Il rapporto costi/ricavi (cost to income ratio) si è attestato al 55,2%, migliore delle stime per il 55,3%.

L’utile operativo del trimestre a 5,67 miliardi di euro è sopra la stima 5,4 miliardi, così come il  margine di interesse di 3,06 miliardi di euro, (stima 2,63 miliardi). In linea con le attese le commissioni nette a 2,22 miliardi (stima a 2,21 miliardi).

Gli accantonamenti per perdite su crediti a 1,19 miliardi sono leggermente sopra le attese per 1,04 miliardi.  I crediti deteriorati (Npl ratio lordo) sono a loro volta poca oltre le attese: 2,3%, stime al 2,25%.

I dati 2022

Intesa Sanpaolo ha chiuso il 2022 con ricavi per 21,470 miliardi e un utile netto di 4,354 miliardi su attese del consenso Bloomberg per 5,63 miliardi. Il dato è comunque superiore a quello del 2021 per 4,185 miliardi).

Come spiega la banca milanese nella nota di bilancio, il profitto netto del 2022 è di «5,499 miliardi di euro escludendo 1,4 miliardi di accantonamenti e rettifiche di valore per Russia e Ucraina». I crediti cross-border verso la Russia ora sono in larga parte in bonis e classificati a Stage 2.

Nel 2022 i proventi operativi netti sono saliti del 3,3% a 21,5 miliardi, con interessi netti che grazie all'aumento dei tassi Bce sono balzati del 20,2% a 9,5 miliardi e commissioni nette in calo del 6,4% a 8,9 miliardi. Stabili (-0,4%) i costi operativi a 10,9 miliardi, per un rapporto cost/income sceso al 50,9%.

Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet 1 a regime è al 13,5% deducendo i dividendi e il buyback e senza considerare 125 punti base di impatto positivo previsto dalle Dta (imposte differite attive).

Buyback

Il board ha deliberato di dare esecuzione al buyback per il restante ammontare di 1,7 miliardi di euro autorizzato dalla Bce, che prevede l’acquisto delle azioni proprie e il loro annullamento entro la data di stacco del dividendo relativo al bilancio di esercizio chiusosi al 31 dicembre 2022, ossia entro il 22 maggio 2023. La data di avvio del programma di acquisto e i relativi dettagli verranno resi noti nei prossimi giorni.

Dividendi

Il board proporrà alla prossima assemblea ordinaria la distribuzione di 3,047 miliardi di euro sull’utile 2022, corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell’utile netto consolidato, che, tenendo conto dell’acconto dividendi pagato lo scorso novembre (1,399 miliardi), porta alla proposta di distribuzione di 1,64 miliardi di euro a saldo.

Il saldo dividendi è di 8,68 centesimi di euro per azione. Come spiega la banca, «rapportando l’importo unitario a saldo di 8,68 centesimi di euro al prezzo di riferimento dell’azione registrato giovedì 2 febbraio, risulta un rendimento (dividend yield) pari a 3,5%; se si rapporta anche l’importo unitario di 7,38 centesimi di euro corrisposto come acconto nello scorso novembre, il dividend yield complessivo a valere sull’esercizio 2022 risulta pari a 6,5%».

La somma di 8,68 e di 7,38 sui dividendi è di 16,06 centesimi, in linea con le attese degli analisti per 0,16 euro nel 2022.

L’ad Messina: nel 2023 remuneriamo gli azionisti per 5,3 miliardi

Intesa Sanpaolo a novembre prevede di pagare almeno 1,9 miliardi di acconto sul dividendo. E' quanto emerge dalle dichiarazioni dell'ad Carlo Messina a commento dei conti 2022. «Quest’anno restituiremo almeno 5,3 miliardi tenendo conto del dividendo» da 1,6 miliardi «che pagheremo a maggio previa approvazione dell’assemblea, della seconda tranche del buyback» da 1,7 miliardi «e dell’acconto sul dividendo che, come di consueto, pagheremo a novembre, sulla base della previsione di oltre 5,5 miliardi di risultato netto per l’intero anno».

Messina ha sottolineato che il 2022 «è il miglior bilancio della storia di Intesa Sanpaolo» e che «il quarto trimestre è stato il miglior trimestre di sempre per ricavi, con una forte accelerazione della componente da margine di interesse». Anche considerando il derisking relativo alla Russia, ha aggiunto, il risultato netto è stato di 4,4 miliardi, il miglior utile in quindici anni e ben al di sopra delle indicazioni fornite a seguito dell'invasione dell'Ucraina».

Analisti

Secondo gli analisti di Kbw (rating market perform, target price 2,64 euro) dividendo e buyback sono sostanzialmente in linea, per un rendimento totale (total yield) del 7,1%.

Quanto alla guidance sul 2023, i margini di interesse (NII) per 12,0 miliardi sono sopra il consenso di 11,0 miliardi e di basano su un Euribor a 1 mese medio del 2,5% e un utile netto sopra i 5,5 miliardi (sotto il consenso per 5,8 miliardi).

Il payout ratio sui dividendi del 70% è in linea con le attese e il coefficiente Cet1 «vicino al 13% alla fine del 2023 considerando gli ostacoli normativi, oltre il 13% nel 2024 e oltre il 13% nel 2025 post Basilea 4» risulta, per Kbw, «ampiamente in linea con il consenso». Intesa Sanpaolo ha poi precisato «che eventuali ulteriori distribuzioni di capitale saranno valutate su base annuale».

Jefferies conferma la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 2,4 euro su Intesa Sanpaolo dopo i conti 2022. Gli analisti apprezzano la conferma del buyback, ma evidenziano, a loro volta, come «la
guidance sull'utile 2023» ben oltre 5,5 miliardi di euro si confronti con un consenso a circa 5,8 miliardi.

Le attese degli analisti e del mercato

Intesa Sanpaolo sale a Piazza Affari dello 0,7% a 2,46 euro per 47 miliardi di capitalizzazione, mentre il Ftse Mib cede lo 0,5%. Da inizio anno il titolo ha guadagnato il 16,6%. In attesa che il gruppo guidato dal ceo Carlo Messina pubblichi i conti del quarto trimestre e del 2022 venerdì 3 febbraio, gli analisti si aspettano che il margine di interesse della banca beneficerà dei tassi in crescita. Al centro dell’attenzione dei mercati, il tema degli accantonamenti e del controllo dei costi. A fine gennaio si è parlato di riduzione degli asset ponderati per il rischio di 20 miliardi.

La scorsa settimana Unicredit ha preso a correre dopo conti che hanno messo in evidenza un utile storico nel quarto trimestre 2022 proprio grazie al rialzo continuo del costo del denaro in Eurozona.

Le attese sul quarto trimestre di Intesa Sanpaolo

Le stime sono relative al consenso Bloomberg.

- Utile netto: 897,8 milioni di euro

– Margine operativo (operating income), 5,4 miliardi di euro

– Margine di interesse, 2,63 miliardi di euro

– Commissioni nette, 2,21 miliardi di euro

– Accantonamenti per perdite su crediti, 1,04 miliardi di euro

- Cet1 ratio Fully Loaded, 12,7%

- Cet1 ratio Phased-in, 13,2%

-  Rapporto Cost to Income, 55,3%

 - Npl ratio (lordo), 2,25%

Stime per l’anno 2022 

Anche in questo caso le stime sono relative al consenso Bloomberg.

– Dividendo per azione, 0,16

- Margine operativo, 23,03 miliardi di euro

- Utile netto, 5,63 miliardi di euro

- Cet1 ratio Fully-loaded, 13%

Le attese degli analisti

Goldman Sachs (buy) vede aumentare i ricavi del 10% rispetto a un anno prima trainati dal margine di interesse che ha beneficiato di tassi più elevati. La banca d’affari americana prevede un utile netto di 4,2 miliardi di euro.

Credit Suisse (neutral) si aspetta che gli afflussi netti di asset under management siano saliti durante il quarto trimestre a sostegno dei ricavi core e prevede il capitolo costi in aumento a causa di pagamenti una tantum ai dipendenti e della stagionalità.

Equita Sim (buy) ritiene vede i margini di interesse (Net Interest Income) in accelerazione grazie all'aumento dei tassi, con commissioni invariate rispetto al trimestre precedente e in calo rispetto al 2921 a causa dell'assenza di fees di performance. La Sim milanese si aspetta accantonamenti più elevati per ottimizzare gli asset  ponderati per il rischio (Rwa).

Gli analisti di Bloomberg Intelligence scrivono che la capacità di Intesa di «proteggere l’utile netto quest'anno potrebbe essere un punto centrale nei profitti del quarto trimestre dopo un miglioramento (upgrade) del 16% del consenso degli analisti sui profitti attesi per il 2023».

Gli analisti di Banca Akros prevedono che la banca chiuda l’anno con un utile netto di 4,1 miliardi di euro (-2%), sostanzialmente in linea con l'anno precedente e con la guidance di almeno 4 miliardi, «a conferma della solidità del modello di business della banca», scrivono gli analisti.

Sulla base del payout ratio dichiarato dalla banca del 70%, gli specialisti si aspettano che Intesa Sanpaolo confermi il dividendo per azione (dps) di 0,15 euro, con un «solido Cet1 ratio del 12,7% phased-in e del 12,5% fully loaded».


Nonostante il difficile contesto, fra rialzo dei tassi e iperinflazione, la banca milanese dovrebbe registrare ricavi in aumento del 2% su base annua a 21,2 miliardi di euro, trainati dal margine di interesse (NII, è l’attività tradizionale delle banche che beneficia del rialzo dei tassi) in crescita del 14% a 9 miliardi di euro grazie ai «maggiori volumi di prestito e all'aumento dei tassi di interesse». 

Sul titolo Intesa Sanpaolo 19 analisti sono buy, 8 hold e 1 sell. La media sui prezzi obiettivo è di 2,684 euro, un potenziale di rialzo dell’8,7% rispetto al prezzo corrente.  (riproduzione riservata)



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