Intesa Sanpaolo potrebbe ridurre le proprie attività ponderate per il rischio (rwa) per 20 miliardi di euro dopo le osservazioni della Bce sull'ammontare di rischio che l'istituto è tenuto ad affrontare. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la riduzione dovrebbe avvenire attraverso la vendita di prestiti e altri beni o con una cartolarizzazione sintetica, che generalmente prevede che gli investitori si assumano il rischio di perdite.
La necessità di un approccio più conservativo nei modelli di rischio sarebbe emerso nel corso di una revisione avvenuta lo scorso anno, mentre la dimensione della riduzione delle attività di rischio non sarebbe stata fissata e potrebbe finire per essere inferiore, hanno detto le persone informate dei fatti.
Con l’inasprirsi del quadro congiunturale infatti Bce ha messo sotto osservazione le strategie delle banche. In diverse occasioni il responsabile Andrea Enria è stato molto chiaro: gli istituti devono riconsiderare le loro previsioni sui livelli patrimoniali e le loro policy di distribuzione di dividendi o buyback sulla base di uno scenario previsionale che consideri una possibile recessione, o un blocco alle forniture di gas dalla Russia. Al di là delle dichiarazioni quello che molti banchieri si aspettano è una stretta sui requisiti di capitale che spinga implicitamente le banche a essere meno generose con gli azionisti.
In una nota diffusa sempre venerdì 20 gennaio Intesa Sanpaolo ha precisato che il Common Equity Tier 1 ratio fully loaded a fine 2022 è atteso collocarsi su livelli nell’ordine del 13% e successivamente su livelli che rispettino ampiamente l’obiettivo superiore al 12% nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025 secondo le regole di Basilea3/Basilea4, tenendo conto di tutti gli impatti regolamentari previsti e dell’esecuzione del buyback per il restante ammontare di 1,7 miliardi di euro autorizzato dalla BCE (in merito alla quale il consiglio di amministrazione deciderà entro il 3 febbraio prossimo), e senza considerare circa 120 centesimi di di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA), di cui circa 35 nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025. IntesaSanpaolo ha aggiunto che le azioni di riduzione degli RWA (risk weight asset, attività ponderate per il rischio), attuate nel 4° trimestre del 2022, sono da mettere in relazione in particolare alle modifiche normative applicabili a partire dal 1° gennaio 2023 e riguardano posizioni EVA negative o che comunque non risultano più giustificate a fronte del capitale assorbito, e contribuiscono alla significativa creazione e distribuzione di valore per gli azionisti.
Venerdì 20 gennaio Intesa ha chiuso le negoziazioni in piazza Affari in calo dell’1,9% a 2,18 euro. (riproduzione riservata)