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L’intervista al CEO di Unicredit, Andrea Orcel, dopo la pubblicazione dei conti del 2022

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Unicredit vola (+12,3%), grazie all’utile record, ai massimi del 2018. I 5,25 miliardi agli azionisti rendono il 17%. I pareri degli analisti

31 gennaio 2023, 07:02 Ultimo aggiornamento: 18:56

Unicredit apre la stagione dei conti bancari battendo le stime degli analisti su ricavi, utile e guidance. I 5,25 miliardi di distribuzione agli azionisti si confrontano poi con i 3,8 miliardi del 2021. Orcel: M&A non a questi prezzi | L'intervista a Orcel | Unicredit è strong buy per 12 analisti. Ecco perché | Unicredit, primo bilancio per il piano Orcel: Italia locomotiva del gruppo

Unicredit chiude la corsa con un rialzo del 12,3% a 17,88 euro per 34,6 miliardi di capitalizzazione dopo i brillanti conti del 2022. Il titolo recupera non solo i livelli pre-guerra, anche quelli pre-Covid e si porta ai massimi di maggio 2018 guadagnando in un solo giorno 4,2 miliardi di valore a Piazza Affari.

L’istituto milanese ha aperto martedì 31 gennaio la stagione dei conti bancari battendo le stime degli analisti su ricavi e utile sia del trimestre che dell’anno, oltre alle attese sulla guidance. Il rialzo dei tassi fa bene all’istituto milanese che segna, come spiega la stessa Unicredit, «risultati record nel quarto trimestre e i migliori risultati full year del decennio».

Il gruppo guidato dal ceo Andrea Orcel chiude il periodo ottobre-dicembre con ricavi per 5,719 miliardi (+29,2% su 2021) su 5,120 miliardi del consenso dei broker interpellati dalla stessa banca, un margine operativo lordo di 3,246 miliardi (2,565 attesi) e un utile netto sottostante di 1,457 miliardi (2,464 miliardi di utile netto contabile, 1,102 miliardi le aspettative).

Per quanto riguarda il 2022, i ricavi sfondano i 20 miliardi a 20,343 miliardi (19,738 le attese), il margine operativo lordo è di 10,782 miliardi (10,105 le attese), l’utile netto sottostante dell’anno di 5,227 miliardi (6,458 miliardi l’utile contabile, 5,070 miliardi le attese) per un Cet 1 ratio, l’indice di solidità patrimoniale, del 16% (15% la media degli analisti).

Buyback (3,34 miliardi) e dividendo (1,91 miliardi)

Sul fronte della remunerazione degli azionisti, il gruppo milanese spiega che «i risultati eccellenti e l’attenzione a rendimenti sostenibili e attrattivi sono comprovati da una distribuzione relativa al 2022» di 5,25 miliardi, con un aumento di 1,5 miliardi rispetto all’anno precedente e una proposta di dividendo in contanti di 1,91 miliardi, cui sommare il riacquisto di azioni proprie per 3,34 miliardi, soggetta all’approvazione degli organi di vigilanza e degli azionisti.  I 5,25 miliardi di distribuzione agli azionisti si confrontano con i 3,8 miliardi del 2021, una crescita del 40% anno su anno.

Unicredit prevede di eseguire il riacquisto di azioni proprie in due tranche, la prima per 2,34 miliardi, da avviare immediatamente dopo l’approvazione da parte dell’assemblea del 31 marzo 2023, mentre la seconda, per 1,0 miliardo, è attesa durante la seconda metà del 2023 successivamente al completamento della prima tranche.

Il dividendo in contanti per 1,91 miliardi, in rialzo del 63%, corrisponde a un payout ratio del 35% sull’utile netto esclusa la Russia ovvero ad un dps (dividendo per azione) di 98,72 centesimi di euro, con una crescita dell’84% anno su anno.

L’ad Andrea Orcel sottolinea che Unicredit ha conseguito «un utile netto di 5,2 miliardi sull’intero esercizio, il nostro miglior risultato in oltre un decennio. La nostra attenzione alla crescita, alla disciplina dei costi e all'efficienza patrimoniale hanno portato il Rote al 10,7% superando l'obiettivo del piano industriale Unicredit Unlocked. Questo include accantonamenti significativi e misure proattive prese per potenziare le linee di difesa esistenti, rafforzando il già solido bilancio e la capacità di far fronte alle continue incertezze».

Azionisti ed M&A


Sul fronte della remunerazione agli azionisti, l’ad Orcel ha detto, durante la call sui risultati di bilancio, di essere «molto fiducioso» sull'approvazione della Bce al piano di distribuzione di utile e buyback.

Sul tema M&A e Mps, la banca senese controllata dallo Stato al 64% dalla quale il Mef ha concordato con l’Ue di uscire, l’ad Orcel ha spiegato che «il piano di Unicredit genera più valore di qualsiasi M&A

Mps? Non ci sono condizioni, in un futuro magari lontano vedremo». 

Sempre in tema di operazioni straordinarie, l’ad Orcel ha specificato in un'intervista telefonica con Bloomberg dopo la pubblicazione dei risultati «che le attuali valutazioni di mercato non consentono di prendere in considerazione operazioni di fusione e acquisizione. Un tema che include Mps».  Il titolo, che vola a Piazza Affari dopo i conti, +8,2% a 17,23 euro per 33,33 miliardi di capitalizzazione, scambia a 0,55 volte il rapporto p/te (prezzo/valore tangibile), un valore ancora contenuto.

Che cosa dicono gli analisti

Scondo Kwb, i conti sono migliori delle attese su tutti i fronti, anche il rendimento sul capitale che, secondo gli analisti, è pari al 17%.

Infatti la banca prevede di distribuire 5,25 miliardi fra 1,91 miliardi di dividendi in contanti e 3,34 miliardi di riacquisti di azioni proprie sugli utili del 2022. Il consenso prevedeva rispettivamente 1,3 miliardi e 2,5 miliardi. Questa remunerazione equivale a un rendimento totale del 17,0%, un dato che sottolinea anche BofA.

A Kwb piace anche la qualità degli asset sotto controllo, con un Cet1 «molto forte del 16,0%, pari al 14,9% al netto della proposta di buyback». La guidance sul 2023 è a sua volta migliore del consenso.

Infatti la banca prevede ricavi netti per oltre 18,5 miliardi di euro (al netto del costo del rischio) contro un consenso di 16,8 miliardi di euro, margini di interesse (NII) sopra 11,3 miliardi contro il consenso degli analisti di 11,0 miliardi, spese operative sotto i 9,5 miliardi di euro (consenso per 9,7 miliardi), un utile rettificato sostanzialmente in linea con il 2022 (5,2 miliardi, al netto dei bond AT e dei Cashes) rispetto al consenso di 3,7 miliardi e una distribuzione nel 2023 sostanzialmente in linea con il 20222. La guidance comprende anche la Russia.

Il Cet 1 ratio al 16,0% si confronta con il consenso degli analisti per il 15,2% grazie a Rwa (asset ponderati per il rischio) migliori del previsto. Il Cet 1 scende al 14,91% al netto del buyback.

La copertura sui crediti in difficoltà (Npe) al 48,2%, Russia compresa, è in calo trimestrale, mentre l’Npe ratio lordo è a sua volta in discesa del 2,7% trimestrale. Il tasso di insolvenza della banca (default rate) è salito sempre su base trimestrale allo 0,9% di 0,5 miliardi a un totale 1,8 miliardi. 

Secondo Citi (buy, target price di 16,4 euro) il Cet 1 del 16% prima del buyback potrebbe essere ridotto di 58 punti base nello scenario estremo di un azzeramento degli asset in Russia scendendo al 14,3% (un valore comunque alto).

Equita (buy, prezzo obiettivo di 15,6 euro) ritiene i risultati del quarto trimestre 2022 «nettamente superiori alle attese». La distribuzione complessiva per 5,25 miliardi, ovvero il 17% della market cap e la guidance 2023 sono «significativamente migliori di attese e consensus».

Goldman Sachs (rating buy, target price 19,5 euro) sottolinea che l'utile netto annuale migliore delle attese del 14% e la guidance 2023 stabile «implica di fatto un rialzo del 20% circa rispetto alle attese di consenso». I piani di distribuzione agli azionisti, scrivono gli analisti, «sono ben al di sopra delle aspettative».  Questo livello di distribuzione dovrebbe essere mantenuto per il 2023, portando il totale biennale a 10,5 miliardi, il 20% sopra il consenso.  (riproduzione riservata)



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