Cassa Depositi e Prestiti ha chiuso il 2022 con utili in crescita a 2,5 miliardi. Un aumento del 5% rispetto ai 2,4 miliardi dello scorso anno, quando però la cifra includeva maggiori plusvalenze per circa 430 milioni. Da ciò la soddisfazione del presidente Giovanni Gorno Tempini e dell’amministratore delegato Dario Scannapieco per un bilancio definito da record. Con tali numeri la spa del Tesoro ha garantito anche per quest’anno un dividendo ai soci.
«Cdp intende fare un «equo bilanciamento dell'utile tra la remunerazione e la ricostituzione di un buffer di sicurezza del capitale», ha spiegato Scannapieco. Esigenze emerse già lo scorso anno, quando con un utile di 2,4 miliardi la Cassa staccò una cedola di quasi 1,3 miliardi.
Per i vertici di Cdp il rafforzamento del buffer di capitale resta un obiettivo prioritario, perseguito tramite la dismissione di asset non più strategici, una politica di dividendi «oculata» e le iniziative di «capital relief» per alleggerire gli assorbimenti legati agli impieghi, come il ricorso a garanzie.
A livello consolidato l’utile passa invece da 5,3 a 6,8 miliardi. Nel complesso il gruppo ha impegnato risorse per 30,6 miliardi, in crescita dai 23,8 miliardi del 2021, attivando investimenti per 80 miliardi con un effetto-leva di 2,6 volte e servendo 47 mila imprese e 4.700 enti e controparti della pubblica amministrazione.
Nel 2022 per la spa del Tesoro la raccolta postale si è invece attestata a 281 miliardi, in linea con l'anno precedente, per via del combinato degli interessi maturati a favore dei risparmiatori e di una raccolta netta negativa per 3,9 miliardi. «La forte inflazione e la minore propensione al risparmio», ha osservato il ceo, «hanno avuto un impatto».
Per il 2023 ci sono però indicazioni positive di una ripresa della raccolta, «in particolare quella digitale». Cdp guarda quindi alla messa a punto di nuovi prodotti dedicati ai risparmiatori postali che prevederanno una remunerazione più alta alla luce del rialzo dei tassi.
Quanto alla raccolta obbligazionaria, è stata di 17 miliardi. Il patrimonio si è attestato a 25,7 miliardi, con disponibilità liquide per 167 miliardi e crediti, ossia il capitale allocato a sostegno dell'economia reale, il dato sale da 114 a 120 miliardi.
Un contributo significativo ai risultati del gruppo è arrivato dalla partecipate. Alla spa del Tesoro sono arrivati 1,6 miliardi di dividendi, soprattutto per il contributo dato da Eni e da Cdp Equity.
Dribblando l’argomento Tim, Scannapieco per contro ha speso alcune considerazioni su processo di ristrutturazione, ormai «concluso», di Ansaldo Energia, società per la quale Cassa ha indicato Fabrizio Fabbri quale nuovo ad. «È un centro di competenze ingegneristiche del Paese, serviva la collaborazione dei soci, del sistema finanziario con le banche, del management con il cambio al vertice e poi il forte impegno dei lavoratori, per preservarlo e rilanciarlo». (riproduzione riservata)