Buzzi beneficia dell’andamento dell’edilizia americana, che rimane solida nonostante il complicato contesto macroeconomico. Per questo motivo Banca Akros esprime un giudizio positivo sul titolo dell’azienda italiana attiva nella produzione di cemento, calcestruzzo e aggregati naturali. Per motivare la valutazione gli analisti partono proprio dalla spesa per le costruzioni di aprile negli Stati Uniti.
Dai dati emerge che «la spesa totale per costruzioni è aumentata di circa il 6% su base annua ad aprile 2023», si legge nel rapporto di Banca Akros. «Il traino principale arriva dal segmento non residenziale, che è cresciuto del 24% anno su anno con un’ulteriore accelerazione su base sequenziale (+17% su base annua nel quarto trimestre 22, circa + 22% nel primo trimestre 23)».
Gli analisti, però, sottolineano il rallentamento del settore residenziale: «È rimasto debole a causa del rialzo dei tassi ipotecari. Infatti, la costruzione di alloggi e i nuovi permessi di residenza sono diminuiti di oltre il 20% su base annua ad aprile, confermando sostanzialmente il trend degli ultimi 6 mesi». Ma la visione di Banca Akros sull’edilizia americana rimane comunque positiva. «Notiamo che il tasso annuo destagionalizzato di entrambi gli indicatori (residenziale e non) è sostanzialmente stabile, segnalando un possibile minimo nel declino del mercato».
La mattina del 2 giugno il titolo Buzzi scambia a 21,54 euro, in calo dello 0,18%. La società ha chiuso il 2022 con 4,073 miliardi di ricavi, un ebitda di 884 milioni (margine al 21,7%) e 459 milioni di profitti netti. Per Banca Akros il 2023 terminerà con risultati migliori. Il fatturato dovrebbe toccare i 4,302 miliardi, mentre gli utili netti dovrebbero salire a 512 milioni. L’ebitda, invece, è previsto in leggero calo a 875 milioni con un margine del 20,3%.
Alla luce delle attese sui conti e soprattutto delle valutazioni sull’andamento dell’edilizia negli Stati Uniti, Banca Akros conferma il rating buy sul titolo Buzzi e mantiene il target price di 27,5 euro. «Nonostante il deterioramento del contesto, in particolare nel segmento residenziale, l’edilizia negli Stati Uniti appare relativamente solida», scrivono gli analisti. «Buone notizie per Buzzi, che realizza circa il 40% dei suoi ricavi e circa il 56% del suo ebitda negli Usa». (riproduzione riservata)