Ultimo giorno oggi per l'aumento di capitale da 2 miliardi di euro di Saipem nell'ambito della manovra di rafforzamento patrimoniale varata dopo il profit ewarning sul 2021 lanciato a fine gennaio scorso. Intanto prima dell'avvio della seduta dell'11 luglio il gruppo guidato dall'ad Francesco Caio ha annunciato la firma di un memorandum di understanding con il gruppo cinese Cimc Raffles al fine di esplorare nuove collaborazioni nei settori Off-shore drilling, Off-shore construction e New Energies. Intanto oggi il titolo brilla con un rialzo a metà seduta del 4,44% a 3,76 euro.
L'accordo è stato siglato in occasione della cerimonia di battesimo del nuovo Jack-up Perro Negro 11 che si aggiunge alla flotta di perforazione Saipem. L'evento, che si è tenuto nel cantiere Cimc di Longkou (Cina), ha visto la partecipazione dei vertici manageriali di Cimc Raffles, Ocean Challenger e Saipem. In coerenza con l'approccio asset light portato avanti da Saipem, spiega la società italiana, il Jack-up (preso a noleggio) è stato già assegnato ad un contratto della durata di cinque anni consecutivi (con ulteriori due anni in opzione) per lavori di perforazione nell'area del Golfo Persico sfruttando l'andamento positivo del mercato di riferimento.
"Riteniamo che la notizia abbia implicazioni marginalmente positive per il titolo. Il margine atteso è inferiore alla media divisionale in quanto si tratta di un mezzo shallow water", commenta Equita Sim confermando il giudizio hold e il target price di 1,38 euro. Per Banca Akros (target price di 1,4 euro e neutral invariati) il business off-shore del drillin ha recuperato costantemente da fine 2020. I prezzi attuali di petrolio e gas sono coerenti con ulteriori recuperi".
Intanto, come da calendario, il periodo nel quale i diritti di opzione validi per la sottoscrizione delle nuove azioni, nell'ambito dell'aumento di capitale da circa 2 miliardi di euro lanciato a fine giugno, saranno ancora esercitabili proseguirà fino a oggi. La società offrirà 1,974 miliardi di nuove azioni nel rapporto di 95 ogni una posseduta al prezzo di sottoscrizione di 1,03 euro. Il titolo dall'avvio dell'operazione è stato molto volatile. Come ha scritto MF-Milano Finanza, pesa, la consapevolezza che l'aumento di capitale stia allontanando tanti piccoli azionisti, disorientati davanti a un'operazione che si discosta dalla consuetudine e che in molti hanno faticato a comprendere. Si stima, infatti, che solo un piccolo azionista su due aderirà all'aumento. Il ruolo delle banche. Va detto, però, che le possibilità che non vada in porto sono davvero minimali, dal momento che oltre agli impegni presi dai maggiori azionisti, Eni e Cdp, a sottoscrivere integralmente la loro parte, pari al 44% circa, c'è un esercito di banche pronto a rilevare l'inoptato. Anzi, con tutta probabilità, dovranno farsene carico arrivando vicine al massimo previsto dagli accordi, ovvero 1,119 miliardi di euro. Del consorzio delle banche garanti fanno parte Bnp Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Hsbc, Intesa Sanpaolo e Unicredit (joint global coordinators), Abn Amro, Banca Akros, Santander, Barclays, Bper, Goldman Sachs, Société Générale e Stifel. (riproduzione riservata)