L’ultima rapina in banca in Italia è stata sventata lo scorso 12 marzo dagli agenti della squadra mobile di Milano. Nel mirino dei malviventi era finita la filiale della Bcc di via Martiri della Libertà a Melzo. Nonostante la percezione del fenomeno possa far gridare all’allarme i risultati dell’indagine condotta da Ossif, il Centro di ricerca dell’Associazione banche italiane (Abi) in materia di sicurezza, dimostrano il contrario.
In un anno, nel nostro paese, le rapine in banca sono diminuite del 35,5%, nello specifico sono passate dalle 124 del 2022 alle 80 del 2023. A scendere, secondo lo studio, è stato anche l’indice di rischio – calcolato tenendo conto del numero di rapine ogni 100 sportelli – che si è ridotto dello 0,2 passando da 0,6 a 0,4.
A giovare su questa tendenza positiva, notano gli analisti, è stato anche il lavoro congiunto e coordinato tra istituti bancari e Forze dell’Ordine. A sottolineare questo aspetto c’è un -93,6% di rapine allo sportello avvenute negli ultimi dieci anni. Dalle 1246 del 2013 alle 80 del 2023.
Tra le regioni che nel 2023 non hanno subito alcun colpo sono le Marche, che erano a 5 nell’anno precedente. Il Molise migliora di uno, mentre a pari merito Sardegna e Trentino-Alto Adige, erano a tre. Migliorano del 50% l’Abruzzo, Calabria, Liguria e Veneto che da 2 vanno a 1. La stessa variazione vale anche per la Toscana, che però da 10 passa a 5. Poi l’Emilia Romagna con -27,3%, da 11 a 8, il Lazio che migliora del 22,2% e da 9 va a 7, uguale il Piemonte.
Migliora anche la Lombardia con un -40,6%, pur restando il numero abbastanza alto, che da 32 scende a 19. La Puglia registra un -83,3% e da 6 arriva a 1, anche la Sicilia vede un -22,2%, ma da 18 va a 14. Gli aumenti si sono verificati in Basilicata, in Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta, ma tutte con una sola rapina nel 2023. La Campania invece da che da 9 va 8, l’Umbria ha visto l’incremento più importante e da 1 passa a 3.
Ogni anno, le istituzioni bancarie italiane destinano circa 500 milioni di euro per potenziare la sicurezza delle proprie filiali. Questo impegno si traduce nell’adozione di misure di protezione sempre più avanzate ed efficaci, accompagnate da una formazione mirata dei dipendenti. Un valido strumento in questo contesto è la «guida alla sicurezza per gli operatori di sportello», sviluppata da Ossif in collaborazione con il Ministero dell'Interno e le prefetture. Questa guida, nota anche come «guida antirapina», rappresenta un indispensabile compendio per chi opera quotidianamente all'interno delle filiali bancarie, offrendo non solo istruzioni su come comportarsi durante una rapina, ma anche preziosi consigli per prevenirle e agevolare l'attività investigativa delle Forze dell'Ordine.
Un ulteriore passo avanti nella lotta contro il crimine è il protocollo d'intesa tra l'Abi e le prefetture, focalizzato sulla prevenzione della criminalità nei confronti delle banche e della clientela. Attraverso un costante dialogo, lo scambio di informazioni e l'implementazione di strumenti di valutazione del rischio e di misure di sicurezza, questo protocollo mira a contrastare in modo sempre più efficace il fenomeno delle rapine in banca. Un'azione sinergica che si traduce in un ambiente più sicuro e protetto per tutti.
Oltre alle minacce fisiche, le istituzioni finanziarie devono affrontare anche una crescente minaccia digitale rappresentata dai cyberattacchi. Questi attacchi informatici, sempre più sofisticati e diffusi, mettono a rischio non solo la sicurezza delle banche, ma anche la protezione dei dati sensibili dei clienti.
Per contrastare la crescente minaccia dei cyberattacchi, le banche stanno investendo sempre di più nella threat intelligence. Questa pratica, basata sull'analisi continua delle informazioni sui possibili attacchi informatici, consente alle istituzioni finanziarie di anticipare e prevenire gli attacchi, in particolare quelli legati al ransomware (un programma informatico che può “infettare” un dispositivo bloccando l'accesso a tutti o ad alcuni dei suoi contenuti per poi chiedere un riscatto), una delle principali minacce del mondo digitale.
Allo stesso modo, l'attenzione è rivolta al contrasto delle frodi e dei furti d'identità, con l'utilizzo di strumenti di analisi dei dati e di intelligenza artificiale per individuare comportamenti sospetti e transazioni fraudolente. Le banche stanno sfruttando il potenziale degli advanced analytics e dell'intelligenza artificiale anche per garantire la sicurezza fisica delle proprie sedi e degli impianti, rafforzando le misure di controllo degli accessi e di monitoraggio delle attività. Inoltre, c’è un crescente coinvolgimento delle startup nel campo della cybersecurity, per avere soluzioni sempre pronte ad affrontare le sfide emergenti. Non vengono trascurati gli investimenti per la protezione della supply chain, un punto critico per la sicurezza delle infrastrutture tecnologiche delle banche e delle istituzioni finanziarie. (riproduzione riservata)