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Le banche italiane hanno iniziato a investire nella funzione acquisti e il processo potrebbe completarsi nei prossimi due-cinque anni. Lo segnala una ricerca commissionata da Abi acquisti a Solving International e svolta su un campione di 22 istituti. «Tutte le banche intervistate», spiega a MF Luigi Serravalle, managing partner di Solving International Italia, «hanno riorganizzato la funzione acquisti solo di recente o sono in fase di start up». Nella gran parte degli istituti la funzione acquisti è inserita all'interno della direzione operativa od organizzativa e convive con le unità tecniche competenti dei budget di spesa. Manca quindi un rapporto diretto con il top management che permetterebbe di elaborare strategie forti. A livello di organico, le banche sembrano optare per soluzioni interne con un basso livello di preparazione, anziché inserire risorse provenienti dall'esterno che garantiscano performance più elevate. La ricerca raccomanda inoltre uno snellimento dei processi considerati ancora troppo burocratizzati e un coinvolgimento degli acquisti nelle fasi di analisi del fabbisogno interno e di definizione delle tecniche di servizio. Un supporto ulteriore può venire da una migliore conoscenza del mercato di fornitura, da un sistematico uso del vendor rating, dalla diffusione di strumenti di monitoraggio delle performance e dall'utilizzo di piattaforme di e-procurement. (riproduzione riservata) Luca Gualtieri