Il 2023 di Moderna va in archivio con un rosso da 4,7 miliardi di dollari. Lontanissimi i numeri del 2022 quando, grazie al boom della domanda di vaccini anti-Covid, la società aveva ottenuto utili stellari, a quota 8,3 miliardi. Sul risultato dello scorso anno hanno pesato 3,7 miliardi di oneri di ristrutturazione e fiscali, oltre al crollo della domanda di vaccini.
Moderna ha però chiuso in utile l’ultimo trimestre dell’anno. Proprio il segno più nell’ultima riga del bilancio del periodo ottobre-dicembre ha sorpreso i mercati, spingendo il titolo di Moderna che ha aperto la seduta di giovedì 22 febbraio in rialzo dell’8% circa.
Il 2023 è stato un anno «difficile», si legge nella presentazione dei risultati della società. Le vendite si sono fermate a 6,7 miliardi di dollari (6,1 miliardi escludendo 600 milioni di vendite differite), un terzo dei 19,2 miliardi registrati l’anno precedente.
«Il 2023 è stato un anno di transizione per Moderna, che si è adattata al mercato endemico», ha commentato il ceo Stéphane Bancel. «Allo stesso tempo, il nostro team di sviluppo ha compiuto progressi significativi nella pipeline di malattie infettive, oncologiche e rare, mentre il nostro team commerciale ha aumentato la quota di mercato di Covid-19 negli Stati Uniti» dal 37% al 48%.
Per trovare un nuovo farmaco vincente, Moderna ha speso oltre 13 miliardi di dollari in ricerca e investimenti nel 2023 – erano stati 18,2 miliardi nel 2022 - in almeno tre settori: vaccini per patologie respiratorie (come il virus respiratorio sinciziale, rsv), terapie oncologiche e malattie rare.
Nonostante un risultato annuale nel complesso negativo, il quarto trimestre ha sorpreso gli analisti di Lseg. Le stime erano di una perdita di 97 centesimi di dollaro per azione, ma i conti hanno restituito un utile di 55 centesimi per azione (utile netto pari a 217 milioni). Anche il fatturato di 2,81 miliardi ha battuto le attese di 2,5 miliardi. Risultati possibili grazie alla contabilizzazione, nel quarto trimestre, di 600 milioni di dollari di ricavi differiti legati al lavoro svolto con Gavi, organizzazione non governativa che coordina un programma di distribuzione globale di vaccini.
Moderna ha confermato le stime per il 2024, che prevedono vendite per circa 4 miliardi di dollari. I numeri dovrebbero beneficiare dell’avvio dell’iter di approvazione del vaccino per il virus respiratorio sinciziale negli Stati Uniti nei prossimi mesi. Il siero dovrebbe sbarcare in Germania e in Australia nel 2024. (riproduzione riservata)