Dopo Pfizer, anche Moderna accusa il colpo della ritirata del Covid-19. La casa farmaceutica americana chiude i primi nove mesi dell’anno con una perdita netta di 4,9 miliardi di dollari (12,9 dollari per azione) contro i 6,8 miliardi di utile dello stesso periodo dell’anno passato.
I ricavi di Moderna sono stati di 4 miliardi di dollari da gennaio (1,8 miliardi nell’ultimo trimestre), meno di un terzo dei 14 miliardi incassati nei primi nove mesi del 2022. Il fatturato batte comunque le aspettative degli analisti che lo davano a 1,4 miliardi tra luglio e settembre.
Questo risultato si deve a una domanda più debole del vaccino anti-Covid Spikevax, al momento l’unico prodotto che Moderna commercializza. La società crede però che, nonostante l’avvio tardivo, la campagna vaccinale contro il Covid negli Stati Uniti riuscirà a raggiungere numeri simili a quelli del 2022, con una stima di almeno 50 milioni di dosi somministrate. Moderna prevede quindi non cambia il suo obiettivo per il 2023 e prevede di chiudere l’anno con oltre 6 miliardi di dollari di ricavi. Nel settore dei vaccini anti-Covid intanto Spikevax detiene il 45% delle quote di mercato contro il 36% del 2022.
Le spese della casa farmaceutica sono cresciute rispetto allo scorso anno sia per quel che riguarda il costo delle vendite – ci sono ad esempio 1,3 miliardi di dollari di vaccini scaduti – sia per il settore ricerca e sviluppo. Quest’ultimo ha assorbito 3,4 miliardi nei primi nove mesi dell’anno, di cui 1,2 miliardi tra luglio e settembre (+41% rispetto al terzo trimestre 2022). Al momento Moderna ha sei farmaci in Fase 3 di sviluppo.
In totale le spese hanno pesato per 8,2 miliardi di dollari da gennaio contro i 6,3 miliardi di un anno fa. Dati che influiscono sull’ultima riga del bilancio dove il risultato è un rosso di 3,6 miliardi nel terzo trimestre e di quasi 5 miliardi da gennaio.
«Nel terzo trimestre abbiamo ridimensionato in modo significativo la nostra infrastruttura di produzione per rendere redditizio il nostro franchise Covid-19 per il 2024 e oltre», commenta il ceo Stéphane Bancel. «Ci stiamo preparando a lanciare diversi prodotti fino al 2025, tra cui il nostro vaccino RSV. Prevediamo di tornare a una crescita delle vendite nel 2025 e, grazie a investimenti disciplinati, di raggiungere il pareggio nel 2026». (riproduzione riservata)