Una chiusura d’anno piena di impegni per il governo Meloni. Se oggi è atteso il voto finale, senza fiducia, sulla Legge di Bilancio 2024, l’ultimo Consiglio dei ministri dell’anno ha affrontato ieri diversi temi.
Oltre all’accordo raggiunto sul Superbonus (si veda articolo a pagina 5) sono stati approvati definitivamente altri quattro decreti legislativi attuativi della delega fiscale, tra cui il primo modulo della riforma delle imposte sul reddito delle persone fisiche. In pratica, gli scaglioni Irpef a partire dal 2024 passeranno da quattro a tre perché viene soppressa l’aliquota del 25% per i redditi tra 10 mila e 30 mila euro.
Ma gran parte della riunione di ieri si è concentrata sul decreto Milleproroghe. Il testo conferma fino al 30 giugno 2024 gli aiuti a favore delle imprese italiane che esportano in Ucraina, Russia o Bielorussia, o vi hanno filiali o partecipate. Alla stessa data slitta la scadenza dei crediti di imposta per gli investimenti in beni strumentali mentre il Fondo per le imprese a forte consumo di energia elettrica nelle isole viene esteso a tutto il 2024.
A fare rumore però è il grande assente dal dl Milleproroghe: il bonus ipo. Per favorire le quotazioni delle pmi italiane nel 2017 il governo Gentiloni ha introdotto un bonus (sempre confermato) che consente di recuperare il 50% dei costi di ipo fino a un credito massimo di 500 mila euro. Un aiuto consistente se si considera che in media una quotazione sull’Egm (il mercato non regolamentato dedicato alle pmi) può costare fino a un milione di euro. Ma la norma, in mancanza di proroghe, scadrà domenica. Il governo infatti non ha trovato spazio per il bonus ipo nel dl Anticipi e poi non è riuscito a inserirlo in manovra.
Il motivo è semplice: servirebbero 10-15 milioni di euro, ma la coperta è corta. Il Milleproroghe è l’ultima spiaggia per il bonus ipo, però nel testo discusso ieri in Cdm la misura non c’è. Ma non tutto è perduto. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, infatti, la maggioranza avrebbe trovato un accordo per salvare l’agevolazione: il bonus dovrebbe rientrare attraverso un emendamento della Lega al Milleproroghe al momento dell’esame alla Camera. «Siamo in trepidante attesa ma moderatamente fiduciosi», ha commentato Giovanni Natali, presidente di AssoNext, associazione italiana delle pmi quotate e in via di quotazione.
Dal decreto Milleproroghe sarebbe invece saltata, dopo accese discussioni in Cdm, l’estensione di due mesi del regime fiscale agevolato che consente alle società sportive in regola con Fisco e Inps di beneficiare del taglio del 50% della base imponibile Irpef sui redditi degli atleti in arrivo dall’estero, a partire dai calciatori. Resterà dunque la stretta a partire da gennaio 2024, introdotta con uno dei decreti legislativi attuativi della delega fiscale e sostenuta dal ministro Giorgetti stesso, contro cui aveva invece provato a battagliare in primis il patron della Lazio Claudio Lotito.
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