Bilancio positivo per AstraZeneca, che supera le aspettative nonostante il raffreddamento della domanda di vaccini anti-Covid. La casa farmaceutica britannica archivia il terzo trimestre dell’anno con 11,49 miliardi di dollari di ricavi (+6% rispetto allo stesso periodo del 2022), andando oltre le stime degli analisti di 11,47 miliardi. Meglio delle attese anche l’utile per azione core a 1,73 dollari (le previsioni erano di 1,69 dollari).
Tra le aziende farmaceutiche che producono i vaccini anti-Covid, e che hanno comunicato i loro dati finanziari tra ottobre e novembre, AstraZeneca è (insieme a Johnson&Johnson) quella che finora ha sofferto meno il calo delle richieste di sieri. Pfizer e Moderna hanno infatti chiuso il terzo trimestre in rosso. Al contrario, AstraZeneca ha rivisto al rialzo i suoi obiettivi per il 2023.
Tra luglio e settembre l’azienda ha realizzato 11,5 miliardi di dollari di fatturato (+6%) con un utile operativo di 1,96 miliardi che migliora del 56% il dato del terzo trimestre 2022 di 1,2 miliardi. Anche l’utile prima delle imposte passa da 922 milioni a 1,6 miliardi (+79%) mentre l’utile netto cala da 1,6 a 1,4 miliardi di dollari. L’eps nell’ultimo trimestre è stato di 0,89 dollari (+6%) con un eps core, riferito solo al business primario dell’azienda, di 1,73 dollari (+9%).
Nei primi nove mesi dell’anno il totale è di 33,8 miliardi di dollari di fatturato, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2022, nonostante 2,9 miliardi di minori vendite di vaccini anti-Covid. L’utile operativo di 6,9 miliardi e l’utile netto di 6 miliardi hanno più che doppiato i risultati dell’anno passato. L’eps si è attestato a 3,22 dollari (eps core a 5,8 dollari, +17%).
La crescita delle vendite è dovuta innanzitutto all’oncologia, che pesa per il 40% del business di AstraZeneca, cresciuta del 20% negli ultimi nove mesi. Seguono il settore cardiovascolare (+19%) e quello delle malattie rare (+12%). In più, al momento l’azienda ha oltre 120 nuovi progetti in Fase 2 o 3 di sperimentazione.
A livello geografico il fatturato è stato trainato da un incremento del 14% negli Stati Uniti, che da soli valgono quasi 14 miliardi, e anche da una buona performance nei mercati emergenti. Questi, escludendo la Cina (+6%), hanno fatto segnare un aumento del 37%. Cresce anche l’Europa (+14%) che conta per 6,7 miliardi di vendite.
AstraZeneca «ha riportato ricavi in linea e un eps core del 2% superiore al consenso», commentano gli analisti di Citi. «La guidance per i ricavi e l’eps core è stata aumentata e la crescita del CER è ora prevista rispettivamente a "una cifra media" (dalla precedente cifra medio-bassa) e a "due cifre basse" (dalla precedente cifra alta a una cifra bassa a due cifre)». Citi assegna ad AstraZeneca rating buy con target price 101,7 dollari.
Dopo la presentazione dei conti il titolo di AstraZeneca guadagna oltre il 2% nel pre-market americano. (riproduzione riservata)