Alle 18:30 (ora italiana) le azioni di BioNtech guadagnano quasi il 5% a Wall Street. A spingere al rialzo la casa farmaceutica tedesca sono stati gli ultimi conti trimestrali, superiori alle previsioni. Il forte calo nelle vendite dei vaccini anti-Covid sviluppati insieme a Pfizer ha pesato sugli utili del terzo trimestre: tra luglio e settembre l’utile netto si è attestato a 160,6 milioni di dollari contro gli 1,78 miliardi del terzo trimestre 2022. Tuttavia, questo risultato basta per sorprendere i mercati che si aspettavano un bilancio trimestrale in rosso come quelli di Pfizer e Moderna.
Tra luglio e settembre BioNtech ha avuto 895 milioni di dollari di vendite, circa un quarto dei 3,4 miliardi del terzo trimestre 2022. E anche nei primi nove mesi il confronto con l’anno passato mostra un netto ridimensionamento: nel 2023 il fatturato è arrivato a 2,3 miliardi di dollari al 30 settembre contro i 13 miliardi dello stesso periodo del 2022.
«Le svalutazioni delle scorte da parte di Pfizer, partner di BioNTech, hanno ridotto i ricavi di BioNTech di 507,9 e 615,4 milioni di euro rispettivamente per i tre e i nove mesi conclusi il 30 settembre 2023», spiega la società in una nota.
A metà ottobre BioNtech aveva avvisato di prevedere minori entrate per circa 900 milioni di dollari a causa della minore domanda di vaccini anti-Covid. La casa farmaceutica tedesca ha quindi rivisto al ribasso la guidance 2023 da 5 a 4 miliardi di ricavi da vaccini anti-Covid. Tuttavia, BioNtech precisa che «sebbene nel complesso siano previste meno vaccinazioni primarie si prevede che l’adattamento dei vaccini e le tendenze stagionali porteranno a picchi di domanda in autunno e inverno rispetto ad altre stagioni». In più, a causa di ritardi nelle approvazioni delle campagne di vaccinazione nazionali, «le vendite previste si sono spostate a periodi futuri».
Il ritorno alla normalità ha ridotto i ricavi egli utili dei campioni dei vaccini: da Pfizer a Moderna e BioNtech, tutti hanno dovuto dire addio alla stagione ai fatturati record del 2022. E anche sul mercato non va molto bene: in un anno Pfizer ha perso il 33% a Wall Street, Moderna il 51% e Johnson & Johnson oltre l’11%. Astra Zeneca, che comunicherà i risultati dell’ultimo trimestre giovedì 9 novembre, se la cava meglio delle altre e riduce il calo a un -4,4%. (riproduzione riservata)