Ancora tagli alle stime e preoccupazioni per il comparto. È il resoconto dell'ultimo report dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (-0,9% il Brent a 95 dollari al barile) che come previsto ha tagliato anche le sue previsioni per la crescita della domanda globale di petrolio per la quinta volta da aprile sia per quest'anno che per il prossimo e ha lanciato l'allarme su due questioni di rilievo.
Adesso, stando all'Opec la domanda di petrolio nel 2022 aumenterà di 2,55 milioni di barili al giorno, o del 2,6%, in calo di 100 mila barili al giorno rispetto alla previsione precedente. Quanto all'anno prossimo il Cartello prevede che la domanda di petrolio aumenterà di 2,24 milioni di barili al giorno, anche 100.000 barili al giorno in meno rispetto alle previsioni precedenti.
Per ottobre, con l'indebolimento dei prezzi del petrolio sui timori di recessione, il gruppo ha effettuato un taglio di 100 mila barili al giorno all'obiettivo di produzione dell'Opec+, con una riduzione ancora maggiore a partire da novembre. Il rapporto afferma che la produzione dell'Opec è scesa di 210 mila barili al giorno in ottobre a 29,49 milioni di barili al giorno, più della riduzione promessa dall'Opec+.
Il cartello ha citato una serie di "considerevoli incertezze" che offuscano il quadro delle forniture globali di petrolio, dall'andamento della guerra russa in Ucraina al piano dal G7 contro il petrolio russo, che gli analisti temono possa ulteriormente interrompere le forniture globali di oro nero. Pur tagliando sostanzialmente come previsto le stime sulla crescita economica e sulla domanda di petrolio, l'Opec ha anche avvertito che la minaccia di "ulteriori interruzioni dell'approvvigionamento energetico" nell'Unione Europea, un'apparente allusione agli imminenti piani per vietare le importazioni di petrolio russo, rischia di aggravare il rallentamento dell'Europa e di spingerla in recessione. (riproduzione riservata)