La prima visita del presidente cinese Xi Jinping in Europa dopo circa cinque anni ha tutta l'aria di essere un test per valutare fino a dove i due blocchi sono disposti a collaborare per evitare uno stallo commerciale, anche alla luce del crescente avvicinamento di Pechino a Mosca in seguito all'invasione dell'Ucraina.
Sbarcato domenica in Europa, ieri il presidente cinese è stato impegnato in un trilaterale in Francia con il presidente Emmanuel Macron che ha mostrato un fronte europeo compatto invitando al tavolo anche la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen la quale si è posta in continuità con la linea assertiva nei confronti della Cina da lei inaugurata dopo la pandemia. La tappa è solo la prima di una serie: Xi volerà in Serbia e poi in Ungheria nei prossimi sei giorni, cercando di limitare i danni legati alle tensioni commerciali e geopolitiche. La visita parigina arriva proprio mentre Bruxelles, con il presidente Macron in prima linea, si sta opponendo al dumping cinese (esportazione a basso costo) in Europa, pratica che sta mettendo sotto pressione i produttori locali. Il faro resta acceso soprattutto sul comparto automotive, in particolare quello delle auto elettriche, sulle cui importazioni la Commissione Europea ha aperto un'indagine per capire se i produttori cinesi stiano beneficiando di eccessivi sussidi statali e se sia quindi necessario imporre dazi specifici. Dazi che secondo gli analisti potrebbero pesare fino al 15% (dal 10% attuale).
Durante il trilaterale Xi ha però assicurato a Parigi che «il cosiddetto problema della sovracapacità cinese non esiste, né dal punto di vista del vantaggio comparativo né alla luce della domanda globale». In altri termini, dinanzi alle critiche di Macron e von der Leyen, Xi ha ripresentato le stesse argomentazioni sulla sovracapacità produttiva cinese, nei settori della nuova energia quali veicoli elettrici e pannelli solari, già esposte al cancelliere tedesco Olaf Scholz durante la recente visita di quest'ultimo a Pechino. La cooperazione Cina-Ue «è complementare e reciprocamente vantaggiosa. Le due parti hanno ampi interessi comuni e spazi di cooperazione nella transizione verde e digitale», ha aggiunto il leader cinese nel resoconto diffuso in serata da Pechino. L'auspicio, ha aggiunto Xi, è che le istituzioni Ue «sviluppino la giusta percezione della Cina e adottino una politica positiva nei confronti del Paese. Le due parti dovrebbero rispettare le principali preoccupazioni reciproche, salvaguardare il fondamento politico delle loro relazioni e sostenere le norme fondamentali delle relazioni internazionali». Dal canto loro, pur ribadendo la Cina un partner commerciale importante, Macron e von der Leyen hanno ripetuto che l'Ue deve proteggersi dalle importazioni cinesi a basso costo.
Non è mancato il dibattito sulle guerre in corso e un invito alla pace. Xi ha invitato Francia e Ue a contrastare l'escalation in Ucraina creando le condizioni per un negoziato di pace. Il presidente si è inoltre impegnato ad astenersi dalla vendita di armi e aiuti a Mosca. Quanto al Medio Oriente, la Cina ha sostenuto l'adesione alle Nazioni Unite di uno Stato palestinese, ritenendo che la soluzione dei due Stati rappresenta la via d'uscita al conflitto. (riproduzione riservata)