L’Antitrust accende un faro sul caro voli in Sicilia e, accogliendo l’esposto presentato dal Codacons lo scorso 13 dicembre, apre un’istruttoria nei confronti di alcune compagnie aeree che gestiscono le tratte tra le principali città dello stivale e l’isola: Ita, Wizz Air, EasyJet e Ryanair. L’accusa è di aver distorto la concorrenza aumentando il prezzo dei biglietti tra Roma, Bologna, Torino e Milano e la Sicilia nei giorni che precedono le vacanze natalizie.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato punta il dito contro i voli economy delle tratte percorse soprattutto da studenti e giovani lavoratori in visita alla famiglia d’origine per le feste. Volare il 23 dicembre da Milano Malpensa a Catania, senza valigia e senza sconti, costa almeno 174 euro. Per chi preferisce imbarcarsi a Milano Linate il biglietto più economico, nonché l’unico, balza a 188. Una soluzione meno cara è raggiungere l’aeroporto di Bergamo dove il biglietto per Catania scende a 164 euro. Viaggiare dalla capitale meneghina a Palermo, invece, costa circa 200 euro. Prezzi da capogiro. Ma percorrere le stesse tratte l’8 gennaio ha tutto un altro costo: da Milano è possibile raggiungere Palermo e Catania per soli nove euro.
In prossimità delle feste, il prezzo medio per volare da Milano alla Sicilia si aggira intono ai 201 euro, oltre il 700% dei 28 euro necessari a gennaio. Se da un lato la variazione dei prezzi dei biglietti fa parte della natura stessa del mercato, l’Autorità ha ritenuto che in questo caso il balzo potrebbe essere il frutto di un “comportamento collusivo” delle compagnie.
La situazione non è diversa per chi parte da altre metropoli italiane. Volare da Bologna alla Sicilia il 23 dicembre costa almeno 123 euro, contro i 9 dell’8 gennaio, mentre per imbarcarsi da Roma Fiumicino il prezzo parte da 200 euro prima di Natale e 14 dopo le feste. Partendo infine da Torino, i prezzi oscillano tra i 159 e i 253 euro a fine dicembre e tra i 27 e i 77 a inizio gennaio.
Nelle tratte più battute, come quelle che collegano Milano o Roma a Catania o Palermo, le quattro compagnie offrono nel complesso fino a 20 voli al giorno, vantando il primato discusso tra i voli nazionali per la Sicilia. Dunque, per l’Autorità il caso è “meritevole di ulteriori approfondimenti” per accertare possibili distorsioni della concorrenza del mercato del trasporto aereo di passeggeri, in violazione dell’articolo 101 Trattato di funzionamento dell’Unione europea (Tfue). A partire dal 23 dicembre le parti hanno 60 giorni per dar voce alle loro motivazioni. L’Antitrust ha anche riconosciuto che l’aumento ingiustificato del prezzo può provocare gravi disagi alle famiglie, già alle prese con l’inflazione galoppante. (riproduzione riservata)