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ANDREA ORCEL AD UNICREDIT
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Unicredit pronta a chiudere il buy back. In un anno la banca ha ricomprato oltre l’11% del capitale 

28 novembre 2022, 22:00

Nei prossimi giorni la banca guidata da Orcel chiuderà i riacquisti di quest’anno. Anche grazie ai due programmi il titolo ha recuperato quasi il 40%. Sulle prossime mosse c’è l’incognita della Bce   | Orcel accontenta ancora i soci, Unicredit riesce a varare la seconda tranche di buyback da un miliardo di euro | Escalation di controlli

Unicredit sta per chiudere il secondo buyback dell’anno. Il programma di riacquisti da un miliardo approvato dall’assemblea di settembre dovrebbe arrivare in porto questa settimana. Considerando anche la precedente operazione da 1,6 miliardi varata a maggio, nel 2023 la banca guidata da Andrea Orcel ha riacquistato oltre l’11% del proprio capitale per un controvalore complessivo di oltre 2,4 miliardi. Un obiettivo non scontato in una fase di profonda incertezza sul fronte macroeconomico e regolatorio. Se già lo scorso 18 novembre il programma aveva messo a segno riacquisti per 881 milioni, le ultime transazioni hanno alzato ulteriormente l’asticella a quota 955 milioni, portandola così molto vicino al tetto concordato in estate con la Bce.

I target del piano 

I programmi di riacquisto costituiscono una componente essenziale del piano industriale che lo scorso dicembre Orcel ha presentato agli investitori. La strategia prevedeva infatti una remunerazione totale di almeno 16 miliardi totali per il periodo 2021-2024, una novità per azionisti che sono rimasti a lungo a dieta: solo quest’anno tra dividendi e buyback la banca ha distribuito infatti ben 3,75 miliardi.

Con i riacquisti d’altra parte Unicredit ha voluto affrontare il periodo di forte volatilità seguito all’invasione dell’Ucraina e al progressivo avvitamento del ciclo economico. Una scelta condivisa con molte altre società quotate a livello internazionale che nell’ultimo anno hanno fatto ampio ricorso allo strumento del buyback. Oltre a essere un segnale di fiducia nelle prospettive di medio termine, i programmi sono infatti lo strumento ideale per aumentare il valore delle azioni. In Italia poi Unicredit non è stata la sola banca a muoversi in questa direzione. Sia Intesa Sanpaolo che Mediobanca hanno recentemente annunciato strategie analoghe.

L’incognita della Bce

Per gli istituti di credito però il tema resta delicato. Con l’inasprirsi del quadro congiuturale infatti la Bce ha messo sotto osservazione le politiche di remunerazione. Giovedì 10 novembre il responsabile della Vigilanza di Francoforte Andrea Enria è stato molto chiaro: le banche devono riconsiderare le loro previsioni sui livelli patrimoniali e le loro policy di distribuzione di dividendi o buyback sulla base di uno scenario previsionale che consideri una possibile recessione, o un blocco alle forniture di gas dalla Russia. Il numero uno della Vigilanza è stato comunque molto chiaro nell'escludere uno stop ai dividendi come quello varato in via eccezionale nel 2020: «Ho detto varie volte, e lo ripeto, che quella era una situazione straordinaria, in cui non avevano alcuna visibilità previsionale e non potevamo differenziare tra banca con alti livelli di capitale e una banca con meno capitale». Al di là delle dichiarazioni quello che molti banchieri si aspettano è una stretta sui requisiti di capitale che spinga implicitamente le banche a essere meno generose con gli azionisti.

Le obiezioni dei banchieri

Unicredit e le altre grandi banche rispondono ricordando che il 2022 è stato un anno di grandi soddisfazioni per il settore europeo. La risalita dei tassi di interesse e il contenuto impatto del rallentamento economico sugli attivi hanno spinto al rialzo ricavi e profitti, mentre le dotazioni di capitale si mantengono mediamente robuste. Per Piazza Gae Aulenti per esempio il cet1 è al 15,41%. Queste obiezioni non riducono però l’alea di incertezza e, sebbene Unicredit si appresti a chiudere uno dei bilanci più solidi degli ultimi anni, gli investitori preferiscono non sbilanciarsi sulle remunerazioni del 2023. (riproduzione riservata)



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