Prove di offerta a Piazza Affari su Tim. Il titolo, dopo che lunedì 9 ha toccato i minimi da circa due mesi, è risalito nella seduta del 13 ottobre guadagnando l’1,48% e chiudendo sopra i 27 centesimi. Entro domenica 15 ottobre è attesa l’offerta vincolante da parte di Kkr per rilevare la rete fissa di Telecom Italia. Proprio domenica dovrebbe essere il giorno in cui il fondo americano presenterà la sua proposta.
Secondo quanto riportato da indiscrezioni di stampa (l’ultima di Reuters nella giornata di venerdì 13 ottobre) la proposta di Kkr sarà molto simile a quella che aveva presentato in precedenza e che aveva portato la società guidata da Pietro Labriola ad accordargli un periodo di esclusiva.
L’offerta vincolante per Netco, società il cui perimetro includerà oltre alla rete anche la controllata di cavi sottomarini Sparkle, dovrebbe essere intorno ai 23 miliardi di euro complessivi, comprendendo anche 2 miliardi di earn-out legati a un potenziale futuro accordo con Open Fiber per arrivare alla creazione della rete unica.
Reuters spiega che la somma includerà circa 10 miliardi di debito e che circa la metà dei 40 mila dipendenti di Tim in Italia, in linea con quanto previsto dal piano industriale delineato da Labriola, dovrebbe finire in Netco.
Come noto, all’operazione dovrebbe partecipare anche il governo Meloni. Il Tesoro ha stanziato fino a 2,5 miliardi di euro per ottenere circa il 15-20% di Netco e avere un ruolo rilevante a livello di governance visto che la rete è ritenuta un asset di interesse strategico nazionale. Per aumentare la quota che rimarrà in mani italiane dovrebbe partecipare anche F2i, che starebbe raccogliendo circa un miliardo di euro per entrare nell’operazione. L’ingresso ufficiale nel deal dei due attori italiani è atteso con ogni probabilità in una fase successiva, prima della chiusura.
Sulla strada per la buona riuscita dell’operazione rimane Vivendi. I francesi, primi azionisti di Tim con una quota del 23,75%, hanno fatto trasparire da tempo di ritenere insufficiente la proposta economica di Kkr. Il dialogo con il governo sarebbe ancora aperto e, come spiegato dallo stesso ministro Giorgetti, la volontà è di trovare una soluzione che possa tutelare gli interessi di tutti gli azionisti. (riproduzione riservata)