Luglio non scalda la raccolta del risparmio gestito. Il mese, sulla base della mappa mensile di Assogestioni, si è chiuso con una raccolta netta negativa per 3,82 miliardi di euro (equivalente allo 0,16% degli asset), mentre le masse sono salite a 2.286 miliardi dai 2.277 di fine giugno, grazie a un effetto performance calcolato dall’Ufficio Studi Assogestioni in +0,5%. Nei sette mesi il saldo per l’industria è negativo per oltre 22,9 miliardi. La concorrenza dei titoli di Stato che garzie al rialzo dei tassi sono arrivati a offrire di nuovo rendimenti interessanti quest’anno ha dunque spiazzato l’attività dei gestori che hanno fatto fatica a proporre soluzioni obbligazionarie in grado di tenere testa ai Btp.
Guardando lo spaccato dei flussi, i fondi aperti hanno avuto deflussi netti per 2,9 miliardi (-9,89 miliardi da gennaio) a fronte di un incremento del patrimonio corrispettivo a 1.120 miliardi dai 1.114 miliardi del mese precedente, riconducibile a un effetto mercato di +1%. I fondi chiusi hanno ottenuto 159 milioni (+1,78 miliardi da gennaio), mentre le gestioni di portafoglio sono andate in rosso per 1,07 miliardi (-14,81 miliardi da gennaio) per via di un saldo negativo di 1,55 miliardi dalle linee istituzionali (-17,45 miliardi da inizio 2023), mentre quelle retail sono in attivo per 481 milioni (+2,64 miliardi nei sette mesi).
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Il dettaglio della categoria dei fondi aperti evidenzia il continuo interesse degli investitori per i fondi obbligazionari che, nel mese, hanno raccolto +1,97 miliardi, cifra che porta l’ammontare di sottoscrizioni da inizio anno a +13,61 miliardi. Inversione di trend per i prodotti azionari (-417 milioni) che restano comunque in raccolta positiva da gennaio (+2,84 miliardi). Deflussi anche da bilanciati (-1,31 miliardi pari a -8,81 miliardi da inizio 2023) e flessibili (-2,02 miliardi per un totale di -13,42 miliardi da gennaio scorso). Sul fronte del passaporto dei fondi aperti, i prodotti di diritto italiano hanno archiviato luglio con 61 milioni di raccolta positiva, mentre quelli di diritto estero hanno perso 2,97 miliardi.
Nel mese di luglio prime per raccolta sono le Poste con 1,51 miliardi, come era accaduto anche a giugno, di cui 1,48 miliardi relativi a mandati istituzionali. Segue Arca con 205 milioni, il gruppo Mediolanum con 162 milioni e Franklin Templeton, primo tra le società di gestione estere, con 161 milioni. I big sono tutti in rosso: il gruppo Intesa Sanpaolo -2 miliardi (di cui -2,16 miliardi riferiti a Eurizon e +86,9 milioni per Fideuram), Generali -218 milioni, Amundi -1,36 miliardi e Anima -92,8 milioni. (riproduzione riservata)