Anticipare i futuri canoni di locazione ai proprietari degli immobili, permettendo loro di monetizzare subito l’affitto, e investire immediatamente in nuovi immobili o nell’ammodernamento degli asset già posseduti.
È questo lo strumento di liquidità lanciato due anni fa da Gianluca Fioranelli, Yilang Chen e Marco Grassi con Rent2Cash, la prima azienda di rental advance in Italia.
La società, che ha recentemente chiuso un round di finanziamento da 100 milioni, si rivolge adesso anche al segmento large ticket, ossia proprietari di immobili affittati a enti pubblici e istituzionali, caratterizzati da canoni elevati, contratti duraturi e asset di dimensioni rilevanti, anticipando canoni fino a 48 mesi o, nel caso di enti pubblici o parastatali, anche fino a sei anni.
«Abbiamo da poco chiuso un’operazione dal controvalore superiore a 5 milioni per un trophy building a Roma», racconta Fioranelli, uno dei fondatori di Rent2Cash.
«Abbiamo iniziato nel comparto dei ticket granulari, ossia con immobili locati principalmente a individui o piccole aziende. Con l’apertura del nuovo comparto invece abbiamo fissato una soglia minima a 200 mila euro per singola operazione. Il nostro ticket medio è attualmente tra 400 e 500 mila, considerando il valore complessivo del deal», spiega Fioranelli.
Si tratta di una cartolarizzazione con sottostante i canoni di locazione, che consente di monetizzare i flussi derivanti dai crediti e permettere ai proprietari di disporre di liquidità immediata. Come spiega il co-fondatore: «Veniamo dal mondo della finanza. Ci siamo accorti che mancava uno strumento di liquidità di questo tipo, soprattutto in Italia dove il controvalore dei canoni annui è di circa 80 miliardi: un asset fino a oggi difficilmente monetizzabile».
Il profitto della società è dato «dall’attualizzazione dei flussi futuri», spiega Fioranelli, per mezzo di uno sconto che il cliente sopporta in cambio della liquidità immediata, omnicomprensivo anche di tutte le attività svolte da Rent2Cash e dalle altre società del gruppo.
La società si serve poi di un veicolo di cartolarizzazione gestito da Banca Finint.
«Il modello si sta dimostrando maturo e attraente per gli investitori istituzionali. Vogliamo espanderci in Spagna, Portogallo e Francia, che hanno sistemi normativi simili all’Italia», racconta Fioranelli, «e magari guardare in futuro anche ad asset diversi dai canoni di locazione ma che garantiscono ugualmente flussi contrattualizzati e periodici». (riproduzione riservata)