La ricerca di risorse per il Ponte sullo Stretto parte dalla possibile partecipazione a bandi europei di cofinanziamento. La società Stretto di Messina, la in-house incaricata di realizzare il collegamento tra Sicilia e Calabria, «sta valutando la possibilità di partecipare a bandi in uscita nel periodo settembredicembre per il co-finanziamento di alcuni aspetti legati alla progettazione, con particolare riguardo all'impatto ambientale ed energetico», ha spiegato il ministero delle Infrastrutture rispondendo a una interrogazione in commissione Trasporti alla Camera.
Per quanto riguarda i fondi europei, «l'obiettivo del governo è di dotare la nuova Connecting Europe Facility (Cef) di risorse adeguate in modo da poter cofinanziare anche il Ponte sullo Stretto», si legge ancora nella risposta.
C'è poi il capitolo dei fondi che saranno inclusi in manovra. La premier Giorgia Meloni ha mandato rassicurazioni al suo vice e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. L'opera si farà, ha detto intervistata da Bruno Vespa.Intanto lo scorso 3 agosto il Cipess ha approvato la delibera sulla quota regionale relativa al Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. A Sicilia e Calabria andranno rispettivamente circa 6,8 e 2,8 miliardi di euro.
Tali risorse saranno ripartite attraverso appositi accordi con il ministero per gli Affari europei, nell'ambito dei quali sarà decisa la quota per l'opera. (riproduzione riservata)