Le banche non devono poter chiudere unilateralmente i conti correnti dei cittadini. Questo è l’obiettivo del disegno di legge «Disposizioni in materia di utilizzo ed erogazione del rapporto di conto corrente», depositato alla Camera e che riprende il ddl Siri, il cui iter è stato interrotto dalla fine anticipata della XVIII legislatura. Soprattutto «in un contesto normativo che impone l’uso della moneta elettronica», limitando l’uso del contante, «l’interdizione dall’uso di un conto corrente condanna alla morte civile la persona che ne è colpita, rendendola un apolide finanziario, privo di diritti costituzionalmente garantiti, a partire da quello di ricevere una retribuzione per il lavoro svolto». Così spiega il primo firmatario del progetto di legge nonché deputato e responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai.
La proposta normativa nasce proprio dalle segnalazioni dei cittadini che, sotto osservazione per possibili reati finanziari dalla Guardia di Finanza o dalla Magistratura, si sono visti chiudere il conto corrente, pur in presenza di saldi attivi, trovandosi così impossibilitati a effettuare o ricevere pagamenti con gli usuali canali elettronici (bancomat, bonifico e via dicendo).
Allo stesso tempo, evidenza Bagnai, alla chiusura del conto corrente al cittadino verrebbe consegnato un assegno circolante che non solo per essere convertito in liquidità necessita di essere depositato in un conto corrente ma soprattutto anche se riuscisse a farlo liquidare in contanti «il correntista si troverebbe nella paradossale situazione di non poter usufruire del proprio denaro per effetto della normativa sulle limitazioni di contante».
Ovviamente non è in discussione l’iniziativa economica che è libera, ma questa «ci ricorda la Costituzione, non può svolgersi in modo da recare danno alla dignità umana». E, in particolare, le infrastrutture elementari di pagamento, ossia i conti correnti bancari, «se pure esercitate in regime privatistico, assolvono a una finalità sociale che non può essere dimenticata». D’altronde chiudere un cc unilateralmente significa di fatto «privare una persona del diritto al lavoro, alla retribuzione, alla mobilità, al sostentamento, attenta alla sua dignità», dichiara Bagnai.
Si chiede quindi con il disegno di legge che «i necessari presidi volti a scongiurare che l’accesso a un conto bancario sia il presupposto di comportamenti delittuosi» siano abbinati «all’indispensabile garanzia nel mondo della moneta elettronica dell’uso di questa infrastruttura come in quello della moneta fisica era garantito l’accesso al circolante». (riproduzione riservata)