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Petrolio, i prezzi virano al ribasso con il dollaro forte. Ecco perché resteranno bloccati tra 75 e 82 dollari al barile
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Petrolio, i prezzi virano al ribasso con il dollaro forte. Ecco perché resteranno bloccati tra 75 e 82 dollari al barile

18 gennaio 2024, 13:21 Ultimo aggiornamento: 14:41

L’Aie come l’Opec prevede una crescita forte della domanda di greggio nel 2024. La Danimarca parteciperà alla coalizione contro gli Houthi a guida Usa. Occhio all’ondata di freddo e al dato sulle scorte negli Stati Uniti. Preoccupa gli esperti il rallentamento dell'attività economica cinese | Tre motivi per cui i mercati ignorano Fed, petrolio, inflazione e scommettono su un taglio dei tassi già a marzo. Gli effetti

Il dollaro torna a rafforzarsi sull’euro e i prezzi del petrolio virano al ribasso. Mentre il cross euro/dollaro viaggia a 1,086 (-0,12%), il Wti statunitense arretra dello 0,03% a 72,46 dollari al barie e il Brent dello 0,26% a 77,68 dollari, rimanendo, comunque, vicini alla media delle ultime due settimane, appena sotto gli 80 dollari al barile, complice l'Aie che si è unito all'Opec nel prevedere una crescita forte della domanda di petrolio a livello globale quest'anno, la crisi geopolitica in Medio Oriente e l’ondata di freddo negli Stati Uniti che ha interrotto la produzione di greggio. 

L’Aie come l’Opec prevede una crescita forte della domanda di greggio

L'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) ha effettuato un'ulteriore revisione al rialzo delle sue previsioni di crescita della domanda di petrolio per il 2024 grazie al miglioramento della crescita economica e al calo dei prezzi del greggio nel quarto trimestre del 2023. «Le prospettive economiche di consenso sono leggermente migliorate negli ultimi mesi sulla scia della recente svolta accomodante nella politica della banca centrale», ha affermato l'Aie nel suo rapporto mensile, precisando che il crollo dei prezzi del petrolio nel quarto trimestre del 2023 funge da ulteriore vantaggio. Secondo le sue previsioni, il consumo globale di petrolio aumenterà di 1,24 milioni di barili al giorno nel 2024, 180mila barili in più rispetto alla proiezione precedente grazie all’espansione del settore petrolchimico cinese. Si tratta della terza revisione al rialzo consecutiva per le stime dell'agenzia. Alla vigilia l'Organizzazione dei Paesi produttori di petrolio ha detto di aspettarsi una crescita della domanda di 2,25 milioni di barili quest'anno, invariata rispetto alle previsioni di dicembre. Inoltre, ha previsto che la domanda dovrebbe aumentare di ben 1,85 milioni di barili nel 2025, raggiungendo i 106,21 milioni di barili. 

La Danimarca parteciperà alla coalizione contro gli Houthi a guida Usa

A sostenere i corsi dell’oro nero nella prima parte della mattinata sono i rischi crescenti di approvvigionamento a causa delle tensioni geopolitiche. Il movimento ribelle Houthi dello Yemen ha ribadito oggi, 18 gennaio, che continuerà a lanciare attacchi contro le navi militari e commerciali statunitensi nel Mar Rosso, nonostante gli Stati Uniti lo abbiano designato come organizzazione terroristica globale. «La marina yemenita continuerà a vietare alle navi israeliane, così come ad altre navi associate a Israele, di entrare nel Mar Rosso e nel Mar Arabico. Per quanto riguarda le navi statunitensi, militari o commerciali, così come altre navi che operano nell'interesse dello Stati Uniti, anche loro saranno presi di mira dalle nostre forze», ha detto un alto funzionario dell'ufficio politico del movimento, Hezam al-Asad. Mentre la Danimarca ha annunciato che si unirà alla coalizione di sei paesi guidata dagli Stati Uniti, istituita per affrontare gli attacchi dei ribelli.

L’ondata di freddo negli Stati Uniti interrompe la produzione

Nel frattempo non solo negli Stati Uniti le temperature rigide hanno colpito la produzione in Texas e nel North Dakota, con 700.000 barili al giorno di produzione offline, ma la produzione del giacimento libico di Sharara è rimasta chiusa a causa delle proteste e si prevede che i carichi di greggio Azeri Light scendano ai minimi da 11 mesi. Secondo Anz Bank, citata dall’agenzia Mf-Newswires, le interruzioni stanno avendo un impatto su circa 200.000 barili di petrolio al giorno di esportazioni.

ActivTrades: prezzi bloccati tra 75 e 82 dollari al barile

C’è attesa anche per i dati sulle scorte statunitensi previsti per oggi alle 17:00. Le scorte nazionali di greggio sono aumentate la scorsa settimana di 480.000 barili, secondo l'American petroleum institute. «Da un lato, i prezzi sono sostenuti dalle turbolenze geopolitiche, con l'offerta minacciata dall'escalation delle tensioni nel Mar Rosso e dalle previsioni dell'Opec per il 2024», afferma Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. «Tuttavia, questo sostegno è stato controbilanciato dalle preoccupazioni per il rallentamento dell'attività economica cinese, il rafforzamento del dollaro e l'aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti. In questo contesto, le prospettive a breve termine per il prezzo del barile prevedono ancora una volta lo stesso andamento, con i prezzi bloccati in un intervallo relativamente stretto, tra 75 e  82 dollari al barile», conclude Evangelista.

(riproduzione riservata)



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