Il governo guarda in Abi per la nomina del nuovo commissario Consob che dovrà prendere il posto di Giuseppe Maria Berruti. Il mandato del commissario uscente, scelta da Matteo Renzi nel 2016, è terminato lo scorso 4 febbraio.
È partita quindi la ricerca del candidato migliore, anche se la scelta potrebbe richiedere tempi lunghi. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, però, una delle direzioni cui guarda l’esecutivo è di affidarsi alle professionalità oggi a disposizione della Associazione bancaria italiana.
Il posto di commissario Consob è la prima delle caselle delle authority sulle quali la politica dovrà intervenire. A marzo scadrà poi il mandato di sette anni da componente del collegio Antitrust del costituzionalista Michele Ainis. E nei mesi scorsi il Parlamento aveva invece riaperto le candidature per i componenti dell’Autorità di garanzia sugli scioperi nominati nel 2016. Dunque si tratta di una prima informata di sei poltrone pesanti. Ma le scelte non si fermano qui.
La tornata di ricambi ai vertici delle spa di Stato, attesa per la primavera, potrebbe rivoluzionare anche la governance del Gse. Nel mezzo della crisi per l’aumento dei costi di gas ed elettricità la controllata cui è attribuito l'incarico di promozione e sviluppo delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica ha guadagnato sempre maggiore rilevanza.
Come riferito da MF-Milano Finanza lo scorso 28 gennaio, in seno al governo si fa spazio l’idea di dotare la società, oggi guidata dall’amministratore unico Andrea Ripa di Meana, di un consiglio d’amministrazione.
La partita interessa soprattutto la Lega. La carica di presidente potrebbe infatti essere affidata al responsabile energia del Carroccio, l’ex senatore Paolo Arrigoni, già componente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica nella passata legislatura. E proprio il tema della sicurezza energetica è stato nei cinque anni passati uno dei temi centrali dell’attività del Copasir.
Il ruolo che Arrigoni intende mantenere, però, sarà più politico che esecutivo. Pertanto all’interno del board sarà affiancato da tecnici. Anche per questa ragione la posizione di Ripa di Meana è considerata in bilico.Nessuna decisione è stata ancora presa ma tra i nomi sui quali si ragiona c’è la soluzione interna di Vinicio Mosè Vigilante, attualmente responsabile per gli affari legali e regolatori.
La situazione è in continua evoluzione ma l’ultima parola spetterà al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e alla premier Giorgia Meloni. Lo prevede esplicitamente la nuova direttiva pubblicata dal Tesoro all’inizio della settimana. Il provvedimento precisa che l'individuazione dei nominativi per le liste è dello stesso organo di indirizzo politico, ossia del ministro.
Mentre la precedente versione, datata marzo 2021, non ne faceva menzione, limitandosi a parlare di «esito dell'individuazione dei nominativi da indicare nelle liste o da presentare in assemblea». (riproduzione riservata)