L’addensarsi di prossime nomine nel pubblico, nel privato, nelle istituzioni europee (elezioni) e nel campo associativo presenta un panorama, in queste settimane, tutto concentrato su candidati veri o ipotetici quando non costruiti a tavolino o lanciati come ballon d’essai. Ma da nessuna parte viene finora la sollecitazione a discutere il consuntivo dell’operato di coloro le cui cariche sono in scadenza e, soprattutto, dei programmi per i nuovi periodi legislativi o statutari.
È significativo come ci si sia precipitati, anche in diversi casi con un dannoso anticipo, a proporre e controproporre candidature per alcune cariche europee, in particolare quella di presidente della Commissione, senza dire alcunché sui programmi e senza considerare le linee, illustrate in sintesi ieri da Mario Draghi, di un report importante quale quello sulla competitività nell'Unione che sarà rassegnato dall’ex presidente della Bce.
Un report che, affrontando verosimilmente il complesso delle materie, alcune alla base, altre connesse con il tema specifico, dovrebbe coprire larga parte delle esigenze della politica economica e di finanza pubblica europea, nonché istituzionale. A maggior ragione se poi lo si esaminerà di concerto con lo studio che sarà consegnato da Enrico Letta. Per ora è l’unico piano che si prospetta, a testimonianza della carenza di progettualità e di visione di cui soffre l’Europa. È difficile tuttavia immaginare che possa essere esaudita la speranza di un'inversione dell'annosa prassi la quale mette in primo piano i nomi e, solo se c'è spazio, affronta e molto limitatamente i contenuti.
Da ultimo nelle cronache, anche in questo caso con un'accelerazione rispetto alla ufficiale formulazione di proposte che si formuleranno verso la fine di maggio, si avanzano ipotesi sul rinnovo della presidenza dell’Abi arrivando a scrivere su di un quotidiano di un patto, ormai definito, tra i due principali esponenti dei due maggiori gruppi bancari, Carlo Messina e Andrea Orcel, rispettivamente per Intesa Sanpaolo e Unicredit, un patto che però subito dopo nelle stesse cronache viene smentito, in particolare da Orcel. È legittimo a questo punto chiedersi perché non si valuti l'esperienza sinora compiuta e non si sollecitino indicazioni programmatiche sul futuro di un'Associazione che fin qui è stata vista molto attiva e capace di agire d'anticipo e con competenza.
Ma, soprattutto, sarebbe importante discutere della visione che si ha del sistema bancario e finanziario, della sua evoluzione, dei rapporti con le istituzioni dell’Unione, della normativa europea e delle istituzioni di supervisione, delle innovazioni e trasformazioni profonde che potranno essere prodotte nell'operatività, nelle strategie, nell'organizzazione e nella stessa governance dall'impiego dell'intelligenza artificiale generativa, nonché dei rapporti all'interno del settore in questione che è costituito non solo da campioni europei, ma anche da molti altri intermediari non certo di poco rilievo. (riproduzione riservata)