La Polonia intende portare al vertice Nato di Washington, in agenda dal 9 all'11 luglio, la richiesta che tutti i membri spendano il 2% del pil in difesa in modo obbligatorio. «Andremo al vertice della Nato con diverse questioni», ha affermato oggi, 28 giugno, il vice premier e ministro della Difesa nazionale, Vladislav Kosiniak-Kamysz, intervenendo alla radio nazionale.
Innanzitutto, i piani della Nato. «Per noi, soprattutto, il piano regionale del centrodestra e l'attuazione di questo piano», ha continuato Kosiniak-Kamysz, aggiungendo: «l’adempimento delle disposizioni sul 2% del pil per gli armamenti per l'esercito. Circa 10 Paesi su oltre 30 non hanno adempiuto a tale obbligo (Italia compresa, è ferma all’1,5% del pil, ndr). Questo è molto brutto. Crediamo che ci debba essere una revisione immediata», ha incalzato il vice premier polacco.
In precedenza, il presidente polacco, Andrzej Duda, ha dichiarato che al vertice dell'Alleanza atlantica proporrà di aumentare la spesa per la difesa degli Stati membri della Nato ad almeno il 3% del pil. Da parte loro le autorità polacche hanno annunciato che quest'anno la spesa per la difesa della Polonia supererà il 4% del pil.
La spesa globale per la difesa, in risposta alle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, secondo un recente report dell’Area Studi Mediobanca, ha raggiunto il massimo storico di 2.443 miliardi di dollari nel 2023 (2,3% del pil mondiale, +0,1 punti percentuali rispetto al 2022). Una cifra che stupisce ancora di più se vista su base giornaliera: 6,7 miliardi di dollari (+6,8%), l’ammontare più marcato dal 2009. Ed è destinata a salire ancora.
E proprio il duello tra il presidente americano, Joe Biden, e l’ex presidente, Donald Trump, ha riportato l'attenzione sulla politica di difesa e sugli impegni della Nato, evidenziando differenze significative tra i due candidati alle elezioni di novembre. «L'attuale presidente, Biden, ha sottolineato l'importanza di mantenere alleanze forti e ha riaffermato l'incrollabile impegno degli Stati Uniti verso la Nato. Ha sostenuto che l’Alleanza atlantica è cruciale per la stabilità globale e che gli Stati Uniti dovrebbero continuare a sostenere i propri alleati contro le minacce provenienti da nazioni avversarie come la Russia», sottolinea Mediobanca Research. Una posizione supportata anche dall’appello per un aumento dei finanziamenti per modernizzare l'esercito e migliorare le capacità di difesa informatica.
Al contrario, Trump ha messo in discussione il peso finanziario della Nato sugli Stati Uniti, sostenendo una più equa condivisione dei costi della difesa tra le nazioni membri, in particolare dall'Europa. Entrambi hanno sottolineato la necessità che gli alleati della Nato rispettino i loro impegni di spesa per la difesa, suggerendo che gli Stati Uniti non dovrebbero sopportare una quota sproporzionata del carico finanziario. Trump ha anche proposto un approccio più contenuto agli interventi militari all'estero, concentrandosi, invece, su questioni interne e rafforzando la sicurezza interna.
«Sebbene l'ex presidente non abbia annunciato esplicitamente un'uscita dalla Nato, riteniamo sempre più chiaro che una sua potenziale rielezione porterebbe probabilmente a un impegno più forte da parte dei paesi dell'Ue verso bilanci della Difesa più elevati», prevede Mediobanca Research. «Attualmente, l'Europa è appena sotto il 2% in percentuale del pil. Tuttavia, circa l'80% dei sistemi di armi acquisiti dall'Europa dall'inizio della guerra sono stati procurati dagli Stati Uniti. Riteniamo che un potenziale aumento della spesa sia probabilmente più orientato verso investimenti in sistemi di difesa prodotti all'interno dell'Europa. A sua volta, ciò dovrebbe sostenere l'acquisizione di ordini per il settore della Difesa dell'Unione Europea» e quindi anche Leonardo, titolo (+1,63% a 21,77 euro in borsa) su cui Mediobanca Research ha confermato il rating outperform.
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