Francesco Gaetano Caltagirone si rafforza come secondo azionista nel capitale di Mediobanca e sale a un soffio dal 10%, dietro alla Delfin della famiglia Del Vecchio (al 19,8%). La notizia, confermata poi da un portavoce del gruppo del costruttore romano, è stata data da La Stampa, ma riprende un’indiscrezione già pubblicata da MF-Milano Finanza a fine ottobre scorso, alla vigilia dell’assemblea di Piazzetta Cuccia.
Secondo rumors raccolti, l’imprenditore, grande azionista di Generali con il 6,23% e già socio all’epoca della merchant bank con il 5,6%, era in manovra da mesi sul gruppo guidato da Alberto Nagel. Tant’è che fra i banker di Piazzetta Cuccia c’era chi era convinto che Caltagirone avesse già portato la propria quota, messa assieme tra febbraio 2021 e l'aprile scorso, a ridosso dalla nuova soglia rilevante che per essere superata richiede l'autorizzazione della Vigilanza della Bce.
E così è stato, tanto che nel confermare l’operazione, dal gruppo capitolino hanno infatti spiegato che «si tratta di un investimento presente da circa un anno». Dunque, risale al momento successivo allo scontro con Mediobanca in assemblea delle Generali a Trieste per il rinnovo di Philippe Donnet quando Caltagirone, presentata lista di maggioranza e piano alternativi a quelli del board uscente, perse la sfida nonostante l’appoggio di altri grandi azionisti come Delfin, i Benetton e Fondazione Crt.
La salita dell’ingegnere romano nel capitale di Mediobanca era rimasta sottotraccia, perché oltre alla mancanza di obblighi di comunicazione, Caltagirone non aveva depositato le proprie azioni in occasione dell’ultima assemblea della merchant bank. Agli attuali prezzi di borsa, la quota vale oltre 820 milioni.
L’uscita allo scoperto di ieri potrebbe non essere casuale. Le prossime settimane saranno molto delicate per Mediobanca: giovedì 11 l’istituto presenterà i risultati trimestrali, mentre mercoledì 24 alzerà il velo sul nuovo piano industriale. Se il documento traccerà una roadmap complessiva per il prossimo triennio, l’attenzione di Caltagirone si concentrerà soprattutto sul futuro della partecipazione in Generali. Quali saranno le scelte di Nagel? Mantenere in portafoglio il 13,1% di Trieste oppure esplorare soluzioni alternative, come lo scambio azionario con la controllata Banca Generali già tentato due volte negli ultimi anni?
Nel frattempo, dopo l’avvio dei lavori a febbraio, il cda uscente lavorerà fino a settembre sulla stesura della lista per il rinnovo. Se la composizione del nuovo board è ancora tutta da definire, per ora è certo che nella rosa non potranno entrare gli attuali consiglieri Elisabetta Magistretti, Maurizia Comneno, Maurizio Costa e Maurizio Carfagna. Correranno invece quasi certamente per un nuovo mandato sia Nagel, sia il presidente Renato Pagliaro, che nel 2022 ha concluso consensualmente il rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con Piazzetta Cuccia. Sfruttando il riscatto dei bancari, a Piazza Affari il titolo Mediobanca ha chiuso in forte rialzo (+3,8%) a 9,76 euro. (riproduzione riservata)