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Lo sport in streaming? Non è una scelta per tutti. I player in campo
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Lo sport in streaming? Non è una scelta per tutti. I player in campo

di Ester Corvi
Milano Finanza - Numero 244 pag. 33 del 10/12/2022

Lo streaming dello sport è la nuova frontiera dei big tech? A far discutere è stata la recente dichiarazione di Ted Sarandos, co-ceo di Netflix, che in occasione della Ubs Global Tmt Conference del 6 dicembre ha detto che l'economia degli sport live è tutta costruita attorno alla pay tv, non allo streaming, e l'idea di acquisire i diritti in diretta per un importante campionato sportivo è ancora «drammaticamente più costosa» di quanto vorrebbero. Il colosso californiano ritiene che sia meglio puntare su altri contenuti per crescere. «Non siamo anti-sport, vogliamo fare utili», ha sottolineato Sarandos, che si dice «molto fiducioso che possiamo diventare grandi il doppio senza sport e a quel punto forse l'economia cambierà o avremo la dimensione giusta per capirlo».

Non la pensano così giganti come Amazon e Apple, che hanno fatto forti investimenti in questo campo. Amazon paga 1 miliardo di dollari a stagione per lo streaming di "Thursday Night Football" della Nfl (National Football League); “Friday Night Baseball” e Major League Soccer sono invece disponibili su Apple TV+, e altre piattaforme come Paramount+, Peacock ed Espn+ operano nel live sport.

Perché differenti strategie? «Penso che lo sport sia rimasto indietro nell'ascesa dello streaming. Netflix e altri servizi in abbonamento online hanno reso popolare il binge-watching (l'abbuffata di serie ndr) e il time-shifting (vedere i contenuti quando si vuole ndr), ma lo sport, poiché in genere il 90% del pubblico lo guarda dal vivo, non ha fatto parte di questa rivoluzione», spiega Tim Westcott, analista senior di Omdia. C'era anche il problema che internet - progettato per il rilascio di contenuti da uno a uno piuttosto che da uno a molti - non era in grado di gestire i picchi di pubblico associati agli sport dal vivo (soprattutto per i grandi eventi) senza problemi come larghezza di banda lenta e flussi di scarsa qualità». Se Dazn è stato coraggioso nel creare un "Netflix dello sport", è ancora l'unico servizio nel suo genere: un servizio di abbonamento online multisport specializzato in sport disponibile in tutto il mondo. «Ma a più di cinque anni dal lancio, Dazn non è ancora in pareggio», fa notare l'esperto di Omdia. Del resto la crisi della pay tv, soprattutto negli Stati Uniti, sta indebolendo il modello finanziario su cui si fondano molti dei maggiori operatori, mentre sempre più consumatori, in maggioranza giovani, scelgono di abbonarsi ai servizi on-demand online piuttosto che ai tradizionali pacchetti di pay-tv, che sono in media più costosi. La tecnologia si è sviluppata e molti degli ostacoli nello streaming degli sport in diretta sono stati risolti, ma non tutti.

L'Europa é indietro rispetto agli Usa. Un dato da cui partire è che il fenomeno del cord-cutting, cioè degli abbonati dalla pay tv che non rinnovano più l'abbonamento, è meno accentuato nel Vecchio continente rispetto agli Stati Uniti, per ragioni legate anche al relativo ritardo nell'arrivo delle piattaforme di streaming video. I grandi servizi di streaming supportati dai big Usa (Disney+, Hbo Max, Peacock e Paramount+) sono stati lanciati inoltre in Europa senza sport, a differenza di quanto accade negli Stati Uniti. Nel Vecchio continente, fa notare Westcott: «Ci sono troppi player ben radicati come Sky, Viaplay e Canal Plus. Le piattaforme Usa non sono così incentivate a entrare nel mercato e a fare massicce offerte in stile Murdoch per farsi strada. Solo Amazon si è mossa per lo sport dal vivo, considerandolo un'utile aggiunta alla sua attività di abbonamento Prime, ma di solito ha fatto offerte basse per i diritti e ha sfruttato l'opportunità di altri operatori che si ritiravano dal mercato. Lo stesso si potrebbe dire di Dazn che ha preso i diritti della Serie A da Sky in Italia e si è spostata anche sugli sport premium in Germania e Spagna».

Il ruolo della pubblicità. Intorno allo sport girano investimenti pubblicitari miliardari. L'importanza della pubblicità nel mercato dello sport in diretta non deve essere sottovalutata: negli Stati Uniti i principali campionati sportivi sono visibili in tv gratis, a livello nazionale o locale. «In India è esploso il mercato dei diritti sul cricket, ma questi sono principalmente monetizzati da pubblicità e sponsorizzazioni, non da abbonamenti. Dazn si sta concentrando sullo sviluppo della pubblicità come nuovo importante flusso di entrate», spiega l'analista di Omdia. Netflix non è il solo a scoprire che i diritti sportivi della pay tv sono forse troppo costosi. Una serie di società statunitensi si sono opposte al prezzo degli sport televisivi a pagamento europei, come nel caso di Espn nel Regno Unito e Discovery in Germania. In sintesi, il business è interessante, ma per le piattaforme la partita è ancora da giocare. (riproduzione riservata)



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