Firmato l’accordo in Francia per l’acquisizione di MaxiCoffee, Lavazza torna in Italia per concentrarsi sui mille dipendenti del Centro direzionale di Settimo Torinese. L’assemblea dei lavoratori del più grande produttore di caffè italiano ha approvato il nuovo contratto integrativo per ampliare il pacchetto di welfare aziendale per il triennio 2023-2025. Il documento, siglato il 25 novembre, è il risultato delle negoziazioni tra la società, la rappresentanza sindacale unitaria del centro direzionale e le organizzazioni Fai-Cisl e Uila-Uil.
Il 31 dicembre non si fermerà lo smart working, ma per i prossimi tre anni i dipendenti del centro direzionale potranno svolgere le loro attività da remoto per dieci giorni al mese, anche consecutivi. Quella di lavorare da casa è una possibilità che Lavazza aveva concesso già dal 2018. L’azienda promuoverà comunque l’utilizzo degli spazi degli uffici per valorizzare la collaborazione tra i colleghi, spiega una nota.
Ma la vera novità del contratto sono i venerdì brevi. L’ultimo giorno della settimana lavorativa i dipendenti potranno chiudere i computer prima del previsto per quindici settimane tra maggio e settembre, anticipando l’inizio del weekend.
Nel pacchetto di welfare c’è spazio anche per chi condivide il tetto con i dipendenti Lavazza. L’azienda mette a disposizione sedici ore per accompagnare familiari, congiunti o conviventi a visite mediche. Ma anche quattro ore annue per cure e assistenza veterinaria per gli animali domestici.
Per i neo genitori, il gruppo ha concesso ulteriori cinque giorni di congedo di paternità obbligatoria, interamente retribuiti e in aggiunta ai 10 previsti per legge. È stata anche riconfermata la possibilità di lavorare part-time per le madri e i padri fino al terzo anno di vita del figlioletto.
Per i lavoratori intenzionati a firmare il nuovo accordo, Lavazza ha rinnovato per i prossimi tre anni il sistema di incentivi economici, senza fornire ulteriori dettagli sulle cifre. Come si legge in una nota, lo schema vuole riconoscere l’impegno professionale e allo stesso tempo incentivare la partecipazione diretta e consapevole dei lavoratori alla strategia aziendale di medio e lungo periodo.
Infine, in occasione del rinnovo del contratto integrativo, il gruppo erogherà entro il prossimo 12 gennaio un ulteriore bonus una tantum per contrastare il carovita. Si tratta di 700 euro in più in busta paga, totalmente detassati e articolati in forma di buoni acquisto, bonus carburante e rimborso delle utenze domestiche. Al di fuori del contratto integrativo per i collaboratori del centro direzionale la società ha anche deciso di promuovere un bonus di 300 euro netti “per l’impegno profuso in questo anno molto complesso e in una logica di sostegno e vicinanza per affrontare i rincari e le difficoltà dovuti alla crisi energetica ed economica in corso”. (riproduzione riservata)