Rafforzamento patrimoniale per Fimedi, la holding dei vari rami della famiglia Buzzi che controlla direttamente il 41,5% della quotata Buzzi Unicem cui si aggiunge un altro 9,9% in mano alla subholding Presa. Qualche giorno fa a Casale Monferrato s'è svolta un'assemblea straordinaria dei soci presieduta da Pietro Buzzi che aveva all'ordine del giorno l'emissione di un prestito obbligazionario non convertibile.
Buzzi ha ricordato in apertura che Fimedi aveva in corso un prestito obbligazionario non convertibile del controvalore di 24 milioni di euro, scaduto lo scorso 30 novembre. Da qui, «a seguito di un'attenta analisi e verifica delle varie forme possibili di finanziamento», ha proseguito il presidente, «ed esaminati gli effetti in termine di mantenimento dell'equilibrio patrimoniale», gli azionisti all'unanimità hanno votato l'emissione di un nuovo prestito per un controvalore di 23,5 milioni. L'emissione ha durata sette anni, prevede la scadenza delle cedole ogni semestre con un tasso d'interesse annuo del 4,75%.
Fimedi ha chiuso il bilancio ordinario 2021 con un utile balzato a 46,8 milioni dai 17 milioni dell'esercizio precedente grazie alla sommatoria della cedola proveniente dalla partecipazione diretta nella quotata (19 milioni) a quella erogata da Presa (oltre 30 milioni, di cui 24 milioni attinti dalla riserva). I Buzzi hanno comunque accantonato tutto l'utile del 2021 e in tal modo il patrimonio netto è salito a oltre 190 milioni. La catena di controllo del gruppo, presieduto da Veronica Buzzi e guidato operativamente dai due amministratori delegati Pietro e Michele Buzzi, vede a monte nove società semplici - che fanno riferimento a ciascun ramo della famiglia - detenere in parti più o meno eguali complessivamente il 97,5% di Fimedi. (riproduzione riservata)