Le prime parole a cui si associa Israele sono tecnologia e innovazione. Una fama che trova conferma nei numeri. Non solo le esportazioni high-tech israeliane (67 miliardi di dollari) hanno superato per la prima volta il 50% dell’export totale, attestandosi al 54% rispetto al 43% del 2020.
Ma le startup israeliane continuano a registrare finanziamenti record: il capitale confluito nell’high-tech israeliano (27 miliardi di dollari investiti in 800 startup) è più che raddoppiato nel 2021 rispetto al 2020.
Non sorprende quindi che i campi di cooperazione tra Italia e Israele, che sono stati questa mattina, 10 marzo, oggetto dell’incontro tra il ministro italiano delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, e il primo ministro israeliano Benjamin Nethanyahu, rientrano tutti nel mondo dell’innovazione e incarnano le priorità imposte dall’attualità che richiedono salti tecnologici per essere realizzate. Difatti Italia e Israele vantano una naturale complementarietà tra la forte vocazione manifatturiera italiana unita all’avanguardia delle tecnologie israeliane e possono dunque «dare una risposta congiunta alle nuove sfide globali e indicare agli altri la strada migliore da percorrere». Lo ha sottolineato il ministro Urso alla fine del Forum economico organizzato a Palazzo Piacentini e a cui hanno partecipato oltre 50 rappresentanti di aziende ed enti italiani con interessi in Israele.
Con la pandemia l'importanza della sanità è tornata in cima alle agende politiche e l’Italia e Israele hanno rafforzato la cooperazione sanitaria sia nel pubblico che nel privato.
Già durante l’imperversare del Covid-19 i Ministeri della Salute dei due Paesi hanno intrattenuto un dialogo volto allo scambio di informazioni e buone pratiche con cadenza settimanale e l'Ambasciata d'Israele in Italia ha donato alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli un ampio assortimento di dispositivi sanitari per abbattere il virus. Come l’Israel Institute for Biological Research, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze e la Fondazione Toscana Life Science hanno sottoscritto un importante protocollo per la ricerca di una cura contro il Covid-19 basata sugli anticorpi monoclonali.
Con l’avvento della guerra in Ucraina poi si è diventati più attenti a livello globale al tema della sicurezza e della difesa. Da un lato, il dialogo tra le istituzioni italiane e israeliane sul cybertech e la sicurezza informatica è continuo come numerose aziende israeliane collaborano con realtà italiane sul tema.
Dall’altro lato, è partito un progetto italo-israeliano nel comparto spazio per la conduzione di quattro esperimenti di ricerca biologica e farmacologica in condizioni di micro-gravità grazie a Dido III, satellite miniaturizzato sviluppato dall’azienda israeliana SpacePharma e rilasciato in orbita dal razzo italiano Vega nel settembre 2020.
Il conflitto tra Russia e Ucraina ha inoltre evidenziato l’esistenza di problematiche e debolezze strutturali soprattutto in materia di sicurezza alimentare ed energetica.
In quest’ottica, Israele e Italia stanno rafforzando la loro collaborazione nel water-tech, nell’agri-tech e nel food-tech nel pubblico, nel privato e nell’accademico. Ad esempio, nel mese di giugno, una delegazione di direttori generali e tecnici delle principali utilities italiane del settore idrico si è recata in Israele per uno scambio di conoscenze e per la promozione di collaborazioni e partnership in materia. Numerose imprese italiane ricorrono a soluzioni israeliane avanzate soprattutto nei settori dell'irrigazione di precisione, dell'agricoltura intelligente, e dell'agrovoltaico e molte amministrazioni locali italiane si sono affidate all'esperienza d'Israele in materia di efficientamento idrico e gestione delle reti idriche urbane.
Quanto alla collaborazione in campo energetico questa è solida nel tempo e si manifesta soprattutto attraverso collaborazioni tra privati facilitate dal supporto pubblico. Tra le principali da evidenziare ci sono i diversi hub di innovazioni aperti dall’Enel in Israele: Innovation Hub (Tel Aviv, attivo dal 2016), Infralab (Haifa, attivo dal 2020 fino al 2021), FinSec Lab (Beer-Sheva, attivo dal 2021, con Mastercard), AI&Robotics Lab (Tel Aviv, attivo dal 2022). Come anche gli accordi sottoscritti da Snam nel 2020 con tre aziende israeliane: con Delek Drilling e Dan nella mobilità a gas naturale liquefatto per il trasporto pubblico; con Dan nello sviluppo di progetti di green mobility; con la start-up H2Pro nella ricerca sull’idrogeno. E nondimeno Il gruppo multiservizi italiano A2A e l’IIA hanno firmato un memorandum d’intesa nel 2021 volto a creare un quadro di riferimento per progetti di collaborazione nel campo dell’innovazione con aziende.
Per di più, Netanyahu ha annunciato durante il Forum che Israele farà «ingenti investimenti nelle infrastrutture, perché vogliamo ampliare il settore del gas per aumentare i flussi verso Italia e da qui all'Europa».
Da ultimo ma non per importanza, Israele e Italia stanno lavorando fianco a fianco nella mobilità sostenibile. I principali attori sono le aziende dei due Paesi, facilitate però dall’azione governativa. Nell’aprile 2021, ad esempio, Stellantis ha concluso un memorandum d’intesa con l’Israel Innovation Authority per il rafforzamento della cooperazione in innovazione tecnologica con le aziende di smart mobility israeliane. Da una collaborazione tra la società israeliana ElectReon e la concessionaria dell’A35 Brebemi-Aleatica è nata “Arena del futuro”, una pista lunga un kilometro con sistema di ricarica induttiva, inaugurata a giugno 2022.
Tutti i campi di collaborazione e la complementarità tra i due Paesi emergono chiaramente dai dati del commercio bilaterale relativi al 2022. Difatti il primato in termini di valore monetario delle importazioni dall’Italia verso Israele è proprio del settore elettronica e macchinari (905 milioni di dollari), seguito poi dai prodotti agricolo e alimentari (460 milioni). Allo stesso modo, l’Italia compra da Israele soprattutto sostanza e prodotti chimici, che sfiorano quota 500 milioni, ma anche macchinari ed elettronica (233 milioni) e gomma e materie plastiche (275 milioni). (riproduzione riservata)