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Ipo in borsa e prospetti: perché sono diventati illeggibili e come rendere di nuovo utili i documenti obbligatori

08 dicembre 2023, 20:00

Il documento obbligatorio da preparare per l’ipo è arrivato a toccare le mille pagine ed è diventato illeggibile. Eppure redigerlo può costare fino a un milione. E così lo si sta riformando per ridargli un senso

Documenti di centinaia e centinaia di pagine «nelle quali ci si spende soprattutto nei fattori di rischio, che però spesso sfiorano il ridicolo». Volete un esempio? «Tra quelli di Masi, società che produce l’Amarone, c’era anche che non si poteva escludere che in Italia venga fatta una legge proibizionista come negli anni ‘30 in America, oppure che non si potevano escludere grandi annate di siccità in Valpolicella», racconta con un sorriso altrettanto amaro come il vino Giovanni Natali, presidente di AssoNext, parlando dei documenti che deve preparare una società che ambisce allo sbarco in borsa. «Facciamo pagine e pagine per scrivere cose che hanno una loro teorica applicabilità, ma che in realtà molte volte cadono nel risibile».

Prospetto informativo e documento di ammissione, cosa sono

Quello del prospetto informativo è un passaggio assolutamente obbligatorio per chi intende quotarsi ed è giusto che sia così, «perché se sono fatti bene hanno la loro utilità», assicura Natali. Negli ultimi anni però questi documenti sono diventati enormi e illeggibili. Ma come funzionano in Italia? Ci sono alcune differenze tra il mercato regolamentato Mta e l’Euronext Growth Milan (Egm). «Nel primo caso bisogna presentare il prospetto informativo vero e proprio», prosegue il presidente di AssoNext, «sull’Egm invece c’è il documento di ammissione, che a differenza del prospetto non ha bisogno del nulla osta di Consob». Una dicotomia che si spiega con il fatto che le offerte su Egm sono rivolte essenzialmente a investitori istituzionali e la parte retail non è mai superiore agli 8 milioni.

La differenza nella lunghezza di pagine e soprattutto nel costo

Questa è solo la prima grande differenza. «Sull’Egm un documento d’ammissione in media non arriva a 150 pagine, mentre il prospetto informativo soggetto a nulla osta Consob va da 800 a mille pagine». Ovviamente cambiano, e non di poco, i costi. «Un prospetto informativo obbligatorio che abbiamo fatto», prosegue Natali, «superava le mille pagine e solo di avvocati è costato qualcosa come 700 mila euro». Come spesa c’è un rapporto di 7 a 1 rispetto a un documento di ammissione sull’Egm, «che di solito va dagli 80 ai 120 mila euro».

Un problema anche quando si passa da un listino all’altro

Già di per sé un prospetto che può toccare le mille pagine è «inutile», secondo Natali, ma il problema è che «questo vale non solo per la prima quotazione, ma anche per il translisting», il passaggio da listino a listino. Anche su questo il presidente di AssoNext ha un aneddoto che riguarda Equita, che si quotò sull’ex Aim (ora Egm) e soltanto l’anno dopo si trasferì sullo Star. «Pur essendo sempre la stessa società, è passata dalle 184 pagine del documento d’ammissione per l’Aim alle 850 del prospetto informativo deliberato da Consob per lo Star. Una follia», sottolinea, «perché non ha senso che una società quotata, che ha già il flottante giusto e fa i bilanci certificati Ias, soltanto per cambiare mercato debba ripartire da capo e, pur senza raccogliere ulteriori soldi, vada a spendere circa un milione».

Il Listing Act e la riforma del prospetto in sede europea

A partire dalla scorsa primavera però qualcosa sta iniziando a cambiare in scia al Listing Act dell’Unione Europea, a cui ha lavorato anche Lukas Plattner, partner di Advant Nctm e membro del Comitato scientifico AssoNext. «Consob ha fatto un gran lavoro negli ultimi due anni», sostiene, «intanto ha modificato il proprio regolamento emittenti rendendolo più conforme alle norme europee, prevedendo il prospetto in inglese che già alcuni hanno sfruttato e introducendo un procedimento più snello con un risparmio anche di 2-3 settimane».

Ma c’è di più, perché in estate è stato fatto un altro documento sulle linee guida per redigere un prospetto, insieme al Comi, il comitato degli operatori di mercato. Linee guida che forniscono indicazioni utili affinché il prospetto non contenga informazioni non rilevanti o specifiche dell’emittente e dei titoli offerti, come evidenzia EnVent Capital Markets: questo potrebbe oscurare le informazioni appropriate ai fini della decisione di investimento.

L’obiettivo è avere un prospetto di 300 pagine al massimo

Il lavoro però non è finito e «adesso si sposta a livello europeo», spiega ancora Plattner. «Prima è arrivata una proposta della Commissione a dicembre 2022, poi è arrivata la revisione da parte del Consiglio a luglio 2023 e il 24 ottobre 2023 il Parlamento ha presentato la sua proposta». Si tratta di «un pacchetto molto avanzato, con un alleggerimento importante dei documenti necessari per la borsa, per arginare una deriva che li ha visti diventare costosi, lunghi e di difficile lettura. Anche perché il prospetto deve essere comprensibile, conciso e coerente, principi andati perduti con documenti oltre le 800 pagine». L’obiettivo a cui si sta lavorando è di arrivare a un prospetto che non potrà averne più di 300.

Ma sono previste anche altre novità, alcune «epocali»

C’è un’altra novità importante per le società che passano, come succede spesso, dall’Egm al mercato regolamentato, «Il nuovo documento che si dovrà fare sarà al massimo di 50 pagine, un terzo rispetto a oggi, più facile da redigere, più facile da approvare», aggiunge Plattner. «Si riducono tempi di redazione e di approvazione, anche perché in questo caso parliamo di un soggetto già quotato, le cui informazioni sono già sul mercato».

Altro aspetto importante sarà legato alle offerte secondarie, «per le quali il limite viene alzato al 30% dal 20% attuale, ma per chi è già quotato da 18 mesi non ci sarà più bisogno di fare un prospetto di ammissione alle negoziazioni. Basterà un documento snello, senza passare in approvazione dell’autorità». Un cambiamento, secondo Plattner «epocale».Tutto questo però non è ancora realtà perché «è oggetto di discussione Ue in questo momento. Ci aspettiamo di vedere, speriamo prima delle elezioni europee, un pacchetto di semplificazioni che avrà un impatto molto forte». (riproduzione riservata)



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