A muovere per primi sono stati Cometa ed Espero che hanno già deciso di far sentire la loro voce nelle assemblee delle società quotate nelle quali investono. Ma questa volta, sotto la regìa di Assofondipensione, è l'intero settore che sembra pronto a mobilitarsi e coordinarsi per prendere parte alle assemblee societarie e invogliare le imprese su cui puntano ad alzare l'attenzione sui temi sociali, sulla governance o sulla qualità del lavoro dei dipendenti. Una voce che promette di avere il suo peso rilevante considerando che i 31 fondi negoziali (più un fondo preesistente) che aderiscono ad Assofondipensione sono arrivati a gestire un patrimonio complessivo di oltre 60 miliardi e una fetta importante di questi è investita in società quotate.
Il progetto di adesione messo a punto dall'associazione presieduta da Giovanni Maggi è pronto a partire con il placet minimo di almeno 10 fondi pensione che dovranno pervenire entro l'estate. In autunno, poi, verranno messe a punto le politiche e le guidelines che dovranno essere seguite nelle assemblee. Mentre entro l'inizio dell'anno prossimo si prevede l'avvio delle prime attività di voto, in modo da farsi trovare tutti pronti per la tornata assembleare di primavera. «Un progetto che è innovativo non solo in Italia ma in tutta Europa», commenta Maggi fiducioso di arrivare ben oltre le dieci adesioni. Cometa ed Espero, almeno per ora, continueranno invece a muoversi in autonomia rispetto ad Assofondipensione. Il fondo dei metalmeccanici del resto ha già messo in moto la sua macchina operativa, partecipando a oltre 200 assemblee di società quotate per far valere in particolare il diritto dei lavoratori, come annunciato dai vertici del fondo. E ha già votato contro i compensi degli amministratori delegati di società come Siemens, Compass group Italia (ristorazione) e Deere (macchine agricole), giudicati eccessivi rispetto alle pratiche di settore. Anche Espero, il primo fondo pensione del pubblico impiego nato nel 2004, ha avviato le pratiche per muoversi in autonomia nelle assemblee societarie, ma entrambi i fondi hanno dato esplicito sostegno ad Assofondipensione per l'avvio del nuovo progetto, sottolinea Maggi.
Il piano dell'associazione prevede più in particolare l'avvio di un processo condiviso e coordinato ma la responsabilità resterà in capo a «ciascun fondo, che potrà monitorare costantemente il rispetto delle guideline condivise con Assofondipensione che per l'analisi delle società si avvarrà della consulenza di Frontis Governance», dice il presidente, spiegando che l'associazione «intende esercitare il voto su mandato dei singoli fondi o agevolare l'azione dei fondi nell'esercizio del diritto di voto», con una funzione duplice quindi. L'intenzione è di partecipare a 250 assemblee di società sia italiane sia estere, con i fondi pensione italiani che potranno quindi dire la loro anche fuori dai confini nazionali. (riproduzione riservata)