Il bitcoin, che nel 2023 è salito del 152%, ieri ha sfondato quota 45.000 dollari, livello che non raggiungeva dall’aprile del 2022, toccando un picco di giornata a 45.913 dollari per poi assestarsi nel tardo pomeriggio a 45.292 dollari, in rialzo del 5,9%. A innescare la nuova impennata sono state le voci diffuse sui social media relative a un via libera della Sec al lancio negli Usa del primo Etf sulla criptovaluta già venerdì prossimo.
Fra le 13 realtà che hanno chiesto il permesso alla Sec a lanciare prodotti di questo tipo spicca BlackRock, il principale gestore patrimoniale del mondo con circa 9.000 miliardi di dollari in pancia, il cui ceo Larry Fink lo scorso luglio si è diametralmente ricreduto sulla regina delle cripto, affermando in un’intervista a Fox Business che il bitcoin «è un’alternativa all’oro».
Il lancio dell’Etf dovrebbe segnare l’ingresso nel settore cripto della finanza tradizionale, che finora è stata ostile o quanto meno tiepida. Con l’acquisto di un Etf, i clienti non hanno bisogno di comprare in prima persona bitcoin, con tutti i problemi di custodia che ne conseguirebbero. In realtà capire il funzionamento di un cosiddetto cold wallet, ovvero un portafoglio non connesso a internet in cui custodire i propri bitcoin, richiede uno sforzo intellettuale alla portata di chiunque. Ma si sa, la gente è pigra e spesso preferisce affidarsi a terzi per certe incombenze. E si suppone che l’ingresso di un colosso come BlackRock possa rassicurare gli investitori più prudenti, spingendoli a puntare una fiche sul mondo cripto, che in molti considerano ancora una grande truffa, specialmente in Italia.
Come se non bastasse, il prossimo aprile o a maggio ci sarà l’halving, un evento che capita ogni quattro anni e ha sempre innescato rally impressionanti del bitcoin. In pratica la quantità di bitcoin versata ai minatori a titolo di ricompensa per avere convalidato sulla blockchain le transazioni in criptovaluta verrà dimezzata. Questo crea un effetto scarsità che di regola porta a un aumento dei prezzi.
Prima dell'ultimo halving, avvenuto l’11 maggio 2020, il prezzo del bitcoin è aumentato del 19% nei 12 mesi precedenti, passando da 7.191,36 a 8.568,88 dollari. Il prezzo del bitcoin tende poi a salire ulteriormente nei mesi successivi all’halving. Dopo l’halving dell’11 maggio 2020, la criptovaluta ha registrato un’impennata del 688% nei 576 giorni successivi, raggiungendo il massimo storico di 68.990 dollari i primi di dicembre del 2021. E l’halving precedente, avvenuto il 9 luglio 2016, ha visto il bitcoin schizzare del 2.824% fino a raggiungere il massimo storico di 19.065,71 dollari a metà dicembre 2017.
I precedenti depongono bene, quindi. C’è inoltre da tenere presente che ora il clima nei confronti del bitcoin è cambiato, nel senso che nel mondo occidentale non ci sono più governi tentati dall’idea di metterlo al bando. E il via libera della Sec all’Etf segnerebbe senza dubbio il suo definitivo sdoganamento nel mondo della finanza tradizionale. (riproduzione riservata)