È ormai quasi tutto pronto per il dual listing a piazza Affari, martedì prossimo, di Ferretti Group, la storica società degli yacht di lusso attualmente quotata a Hong Kong. Ieri, intorno alle 14.00, si è chiuso definitivamente il periodo di offerta con cui l’azionista di maggioranza Ferretti International Holding, veicolo in cui sono racchiusi i cinesi di Weichai, ha venduto 97.300.300 di azioni, ovvero il 28,7% del capitale sociale.
Il prezzo delle azioni sarà di 3 euro, così come anticipato questa mattina da MF-Milano Finanza. Nella giornata di ieri infatti non sono circolate informazioni ufficiali, considerando che solo intorno alle 19 si è tenuto il cda dell’azionista di maggioranza per ratificare l’operazione. Eppure, in base a quanto potuto ricostruire da MF-Milano Finanza tramite una ricognizione nelle sale operative, erano emersi alcuni punti fermi. In primis il fatto che il prezzo delle azioni, che non avrebbe superato i 3 euro, ma dovrebbe essersi stabilizzato lievemente sotto tale livello. Sembra però che i coordinatori abbiano continuato a lavorare per aggiustare il prezzo di alcuni punti percentuali e attestarsi a cifra tonda.
In secondo luogo le tempistiche e gli investitori che hanno preso parte all’offerta del gruppo guidato dal ceo Alberto Galassi: il book è stato coperto in tempi davvero rapidi (la cosa può non stupire considerando la durata dell’ipo, un giorno e mezzo) e ad acquistare in maniera ingente le azioni Ferretti è stato un nutrito parterre di investitori italiani e, in parte, europei. Di questi, per giunta, figurerebbero numerosi armatori e clienti di Ferretti, desiderosi di possedere anche una parte delle azioni dell’azienda, dopo i suoi yacht. Più contenuta sarebbe stata invece la domanda proveniente da investitori degli Stati Uniti.
Questo giornale ha anticipato che uno dei passaggi importanti è quello che dovrebbe portare all’ingresso di due anchor investor, che sostituiranno Unicredit, la quale aveva la possibilità di esercitare un’opzione di over-allotment per portare la quota di vendita, appunto, al 28,7%. In sostanza, l’anchor investor italiano «molto importante», come è stato definito dagli operatori, è Danilo Iervolino, editore di Bfc Media (che ha rilevato L’Espresso) e patron della Salernitana, mentre l’investor straniero è Karel Komarek, imprenditore ceco, fondatore del gruppo Kkcg. La possibilità è stata anticipata da questo giornale il 21 giugno. In queste ore prima della comunicazione, nessuno si è voluto sbilanciare sull’identità, ma alcuni osservatori si erano proprio spinti a cercare indizi in prossimità di persone molto vicine all’azionista Piero Ferrari, figlio di Enzo, che detiene poco sopra l’8% del gruppo degli yacht (il resto è appunto in mano a Weichai). In sostanza, Iervolino e Komarek hanno sottoscritto in totale il 35,4% del totale delle azioni in Offerta, circa il 10% del capitale sociale della società.
Quanto alla valutazione, come già rivelato da questo giornale il 30 maggio, il 28,75% che il colosso cinese ha messo sul mercato ha raccolto 265 milioni di euro, il che porta il valore borsistico dell’intero gruppo Ferretti a un miliardo. Nell’ambito dell’offerta Goldman Sachs International, Jp Morgan e Unicredit agiranno in qualità di joint global coordinator e joint bookrunner. Equita e Berenberg saranno joint bookrunner. Unicredit avrà inoltre l’incarico di listing agent. (riproduzione riservata)