Messo il punto fermo sulla continuità nella gestione della cassaforte – e quindi dei business – di famiglia, viene da chiedersi quanto i cinque figli di Silvio Berlusconi possano incassare dalla suddivisione delle quote.
Si tratta di un primo calcolo spannometrico, anche perché avvocati e periti dovranno valutare fin nei minimi dettagli gli esatti valori di ciascun asset che andrà poi ripartito. Un tentativo, però, vale la pena di farlo. Da stime e indiscrezioni sembra che il patrimonio che il Cavaliere si si aggiri intorno ai 5 miliardi. Solo la parte di Fininvest dovrebbe valerne all’incirca 3,9 miliardi, ma a questa andrebbe aggiunto l’immenso e pregiato patrimonio immobiliare e mobiliare, che annovera le iconiche ville e gli appartamenti, così come gli yacht, le opere d’arte, ma anche possibili investimenti finanziari e, alquanto probabile, anche la liquidità.
Uno dei punti fermi è che Marina e Pier Silvio, oltre alla quota legittima dell’eredità (i due terzi che sono stati divisi in parti uguali tra i fratelli), hanno avuto accesso nella sua interezza alla quota disponibile. Quest’ultima è stata divisa in parti uguali: il che significa che a testa hanno ottenuto un altro 10,4% di Fininvest (che si aggiunge all’8,33% della legittima) e un altro 16,65% degli asset extra Fininvest. In sostanza, ai due figli maggiori potrebbero spettare circa 1,5 miliardi di euro. Per i fratelli più giovani, ovvero Barbara, Eleonora e Luigi si potrebbe stimare quindi un’eredità di circa 660 milioni di euro. Fininvest ha importati partecipazioni in tre società quotate, con un loro effettivo valore. Il 48,6% di Mfe-MediaForEurope (che alle attualmente vale 843 milioni), il 53,3% di Mondadori (298 milioni) e il 30% di Mediolanum (1,7 miliardi). Un totale quindi di 2,84 miliardi.
Berlusconi ha diviso la legittima in cinque parti uguali, mentre la disponibile è stata assegnata a Marina e Pier Silvio. Quanto a Fininvest, sia Marina sia Pier Silvio, alla quota già detenuta del 7,81% si aggiunge l’8,33% della quota legittima e il 10,40% dalla quota disponibile, arrivando a detenere il 26,54% ciascuno e quindi insieme il 53% di Fininvest. Barbara, Eleonora e Luigi che già dividevano in parti uguali una quota del 21,87% va dunque la loro parte di legittima, cioè una quota complessiva del 24,99%, portando così la loro partecipazione complessiva al 47%.
Guardando oltre i confini di Fininvest, anche qui la divisione è stata strutturata in maniera analoga: la legittima è stata divisa in cinque parti uguali (il 13,32% di tutti i beni), mentre e la quota disponibile è stata divisa in due parti uguali tra Marina e Pier Silvio (16,65% ciascuno). Questi asset contengono ad esempio la Dolcedrago, in cui sono racchiuse le attività immobiliari con residenze che da sole valgono 100-150 milioni, come la Villa di Arcore o le case vacanze a Porto Rotondo e a Cannes, con un valore stimato di 500 milioni. Berlusconi detiene anche il 60% di Brianzadue nel cui portafoglio immobiliare da una trentina di milioni appaiono Villa Sottocasa di Vimercate (Monza) e Villa Gernetto a Lesmo. (riproduzione riservata)