Eni continua a diversificare le forniture di gas. Il gruppo, guidato da Claudio Descalzi, e TotalEnergies hanno firmato un accordo quadro con Israele sul giacimento di gas condiviso con il Libano. L'annuncio è stato dato dal gruppo francese in un comunicato stampa. Dopo una lunga mediazione americana, Libano e Israele hanno raggiunto un'intesa lo scorso 27 ottobre per attuare l'accordo sul confine marittimo tra i due Paesi, che garantisce l'assegnazione di preziosi giacimenti di gas offshore nel Mediterraneo orientale e la riduzione della tensione nella regione.
In Libano TotalEnergies è l'operatore del blocco esplorativo 9 e detiene una partecipazione del 60%, mentre Eni ha una quota del 40%. In seguito all'intesa raggiunta, i partner del blocco 9 inizieranno l'esplorazione di un giacimento già identificato che potrebbe estendersi sia nel Blocco 9 sia nelle acque israeliane a sud della linea dei confini marittimi stabiliti di recente. La notizia segue quella del primo carico di gas naturale liquefatto prodotto dai giacimenti di Eni del Mozambico in viaggio da domenica 13 novembre verso l'Europa. Il gruppo del Cane a sei zampe è operatore delegato del progetto Coral South, avviato con i partner (ExxonMobil, Cnpc, Galp, Kogas ed Enh) dell'Area 4 del bacino di Rovuma.
L'invio di gas dal Mozambico, come ha scritto Milano Finanza, fa parte del piano che Eni ha messo a punto nell'ultimo anno del governo Draghi, in risposta alla riduzione dei flussi dalla Russia, dopo l'invasione dell'Ucraina. Per l'ad di Eni, Claudio Descalzi, "questo primo carico di gnl dal progetto Coral South e dal Mozambico rappresenta un nuovo passo nella strategia di Eni che fa leva sul gas come fonte in grado di contribuire alla sicurezza energetica europea, anche attraverso la crescente diversificazione delle forniture, supportando nel contempo una transizione energetica equa e sostenibile. Continueremo a lavorare con i nostri partner", ha aggiunto Descalzi, "per assicurare una tempestiva valorizzazione delle vaste risorse di gas del Mozambico".
A Piazza affari il titolo Eni scende dello 0,25% a 14,43 euro in scia al calo del prezzo del Brent (-1% a 92,14 dollari al barile) a causa delle preoccupazioni per le prospettive della domanda di oro nero e del rafforzamento del dollaro. Mentre il prezzo del gas balza dell'11,46% a 126,74 euro a Mwh. "La stretta osservanza da parte della Cina della politica zero-Covid con lockdown, restrizioni e test ha oscurato le prospettive della domanda di breve termine, soprattutto alla luce della recente impennata dei contagi", hanno sottolineato gli analisti di Cba. Il tutto mentre la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, durante la sessione del summit del G20 dedicata alla sicurezza alimentare ed energetica, è tornata a sostenere l'introduzione di un tetto al prezzo del petrolio: "Ciò andrà a grande vantaggio anche dei Paesi a basso e medio reddito", ha detto. (riproduzione riservata)