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Ecco le banche europee con il maggior aumento dell’utile per azione dall’inizio del 2024. Le 3 preferite di Citi
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Ecco le banche europee con il maggior aumento dell’utile per azione dall’inizio del 2024. Le 3 preferite di Citi

22 maggio 2024, 13:48 Ultimo aggiornamento: 15:22

La sorpresa del primo trimestre del 2024? La sostenibilità del margine di interesse migliore del previsto, secondo Citi, che preferisce evitare anche banche con un Rote del 14%. Sempre poco probabili M&A transfrontalieri

Dopo la forte rivalutazione dall'inizio dell'anno, il settore bancario europeo ora scambia di nuovo a ridosso del suo valore contabile tangibile e il costo implicito del capitale si è avvicinato alla media a lungo termine. La crescita degli utili per azione (eps) si è arrestata, ma continua a essere superiore al mercato europeo nel suo complesso, che sta subendo revisioni al ribasso, e i rendimenti del capitale del 10% circa (inclusi i buyback) rimangono interessanti, secondo lo strategist di Citi, Andrew Coombs.

La sorpresa del primo trimestre del 2024? La sostenibilità del margine di interesse migliore del previsto

Sicuramente post conti trimestrali, osserva Coombs, la sostenibilità del margine di interesse è stata migliore del previsto. La divisione tra banche che hanno superato e mancato le aspettative su questa voce è stata equamente distribuita rispetto ai trimestri precedenti, ma le prospettive per il margine di interesse ora sembrano più resilienti di quanto inizialmente temuto, riflettendo due fattori principali: in primis, la migrazione dei depositi sta rallentando in quasi tutte le regioni, e in alcuni casi abbastanza bruscamente, come nel Regno Unito. In secondo luogo, l'aspettativa di tassi più alti per un periodo più lungo è stata di supporto, soprattutto per le banche con grandi o crescenti coperture strutturali. «Ora vediamo la maggior parte delle banche alzare le previsioni sul margine di interesse/ricavi, soprattutto le banche domestiche spagnole e britanniche e potenzialmente anche le banche irlandesi e italiane. Al contrario, siamo più cauti sulle prospettive a livello di margine di interesse per le banche tedesche e nordiche», avverte Coombs.

Le banche con il maggior aumento dell’utile per azione dall’inizio dell’anno

A questo si aggiungono i segnali di ripresa per l'attività primaria e la gestione patrimoniale che guidano le commissioni/il trading. «Il business della gestione patrimoniale beneficia dell'apprezzamento dei mercati, oltre che dell’aumento notevole delle transazioni, il che dovrebbe avvantaggiare le banche internazionali italiane, svizzere e britanniche», prevede Coombs, osservando che, complessivamente, le banche europee hanno superato le aspettative del consenso a livello di utile del 12% nel primo trimestre del 2024, come nel secondo e terzo trimestre del 2023. Le revisioni delle stime del consenso a livello di utile per azione si sono arrestate rispetto al 2021-2023, ma sono ancora in territorio moderatamente positivo dall'inizio dell'anno.

«Vediamo in media il Rote, il rendimento del patrimonio netto tangibile, scendere da circa il 14% nel 2023 a circa il 13% nel 2025, ma i rendimenti dovrebbero essere più resilienti di quanto inizialmente temuto a causa di tassi più alti per un periodo più lungo, una migrazione dei depositi più lenta, una crescita superiore delle voci non margine di interesse e una qualità del credito favorevole. Le banche con i maggiori aumenti degli utili per azione dall'inizio dell'anno includono Bbva, Unicredit e Barclays, mentre i ribassi hanno riguardato Ubs, Shb e Societe Generale. E guarda caso Dnb e Shb sono state le uniche due grandi banche a subire un de-rating dall'inizio dell'anno, giustificato, mentre Natwest e Commerzbank hanno registrato la maggior rivalutazione.

Le banche europee preferite e non preferite da Citi

Detto questo, l’esperto ha una posizione neutrale sul settore bancario europeo, ma non mancano le azioni preferite: Barclays (buy e target price a 2,50; dividend yield del 4,2% e Rote a fine 2024 dell’8,6%), Caixabank (sostituisce Bbva; buy e target price a 6,10; dividend yield del 10,9% e Rote a fine 2024 del 15,8%) e Hsbc (buy e target price a 7,80; dividend yield del 9,3% e Rote a fine 2024 del 16,6%) e le meno preferite: Deutsche Bank (sostituisce Sabadell; rating neutral e target price a 16,50; dividend yield del 4,3% e Rote a fine 2024 del 3,8%), Dnb Bank (sostituisce Seb; rating neutral e target price a 191; dividend yield del 6,6% e Rote a fine 2024 del 14,5%) e Svenska Handelsbanken (neutral e target price a 100; dividend yield del 10,1% e Rote a fine 2024 dell’11,5%).

Perché sono meno probabili fusioni e acquisizioni transfrontaliere

A proposito delle spagnole Bbva e Sabadell ha fatto discutere (il governo è contro) l’opa ostile lanciata dalla prima sulla seconda. Questo avviene dopo tre annunci di deal anche nel Regno Unito, tra cui Barclays/Tesco e Nationwide/Vmuk. «Ulteriori M&A sembrano plausibili», continua Coombs, per quattro motivi: i bilanci delle banche sono in una posizione solida, c’è una maggior certezza regolamentare, la crescita dei prestiti è ancora modesta e i buyback meno in aumento a seguito del recente re-rating dei titoli del comparto. Tuttavia, sottolinea lo strategist di Citi, «la mancanza di un Sistema comune di garanzia dei depositi europeo (Edis) e la conseguente Unione Bancaria Europea, rendono le fusioni e acquisizioni transfrontaliere meno probabili, a nostro avviso, a causa della mancanza di fungibilità del capitale e dei finanziamenti.

Attualmente la stragrande maggioranza delle banche paneuropee è tenuta a operare con un modello di filiale nei vari Stati membri, piuttosto che con il modello basato su succursali che è prevalente negli Stati Uniti. Inoltre, il completamento dell'Unione Bancaria è ancora percepito come una condizione necessaria ma insufficiente per un certo numero di Stati membri che vogliono una garanzia legale scritta ed esecutiva che, in caso di insolvenza locale, la casa madre sarà responsabile e non sarà il paese ospitante a dover implementare la risoluzione. Potrebbero essere necessarie, secondo Coombs, «ulteriori riforme del Meccanismo di risoluzione unica. Invece, ci aspettiamo che l'attenzione rimanga sul consolidamento domestico, soprattutto in regioni frammentate come Italia, Spagna e Regno Unito». (riproduzione riservata)



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