L'indice Stoxx Banks Ue si limita a un rialzo dello 0,13%, ma si avvia a chiudere l'ottava settimana positiva di seguito, sui massimi da inizio giugno. Si sta mettendo in luce anche l'indice Ftse Italian Banks, cresciuto del +40% negli ultimi quattro mesi tanto da azzerare quasi del tutto la perdita da inizio anno (-3,7%), un andamento migliore in termini relativi rispetto a quello dell'indice Stoxx globale, fermo a -9,60%.
Una performance positiva nonostante le raccomandazioni di cautela dei regolatori alle banche. Ultimo il membro della Vigilanza della Bce, Kerstin af Jochick, il quale ha ribadito la richiesta di un approccio prudente alle banche, escludendo, tuttavia, il rischio di un ban generalizzato alle distribuzioni di capitale come nel periodo della pandemia. In particolare, Kerstin af Jochick ha sottolineato che le banche europee sono ben capitalizzate e con elevati livelli di liquidità, ma alla luce delle incertezze sulle prospettive economiche devono aggiornare le traiettorie di capitale, tenendo in considerazione la possibilità di uno scenario recessivo.
Detto questo, le valutazioni della Vigilanza non saranno generalizzate, ma a livello di singola banca. Le banche che sono state recentemente autorizzate all’avvio di programmi di buyback (in Italia Unicredit) non hanno ricevuto restrizioni, visto che avevano spazio per poterli attuare. Al contempo, è stata ribadita la raccomandazione a evitare annunci di distribuzioni in importi assoluti, quanto invece in termini di payout sugli utili. In Italia Unicredit ha fornito un target assoluto di distribuzione agli azionisti previsto nell’arco del piano: almeno 16 miliardi di euro. Queste indicazioni per Equita Sim sono coerenti con i messaggi veicolati nelle scorse settimane dal presidente della Vigilanza, Andrea Enria, e dal presidente dell’Eba, José Manuel Campa, e confermano la necessità di mantenere monitorato l’andamento del settore nell’attuale contesto di mercato.
In ogni caso, ha commentato Bestinver Securities, sembra che alla Bce non piacciano le banche che prevedono un payout "fisso" in termini di miliardi di dividendi in contanti o di riacquisto di azioni proprie rispetto a una percentuale dell'utile netto. “Tra le banche che copriamo solo Unicredit e Mediobanca pagano il 100% del loro utile per azione "target" tramite dividendi in contanti o buyback”, ha ricordato Bestinver Securities. “Quindi queste sono le due banche più a "rischio" di una revisione al ribasso del payout. Tutte le altre banche, soprattutto le ex popolari, hanno un payout ratio di circa il 50/60%, cioè sostenibile anche ipotizzando un costo del rischio in crescita”, ha precisato Bestinver. Il problema che “vediamo”, ha continuato, “è che il 2022 sarà l'anno migliore per le banche nell'ultimo decennio: margine di interesse in crescita e costo del rischio in calo, quindi la politica di payout del 2022 potrebbe tecnicamente essere anche migliore di quella del 2021. Tutto dipende dal possibile aggravarsi della crisi bellica e dal suo effetto sul costo del rischio delle banche. Di sicuro vediamo solo rischi al ribasso sul payout”, ha avvertito Bestinver. Comunque, “considerando l’attuale patrimonializzazione del sistema bancario italiano: buffer Cet1 ratio di oltre 400 bps rispetto allo Srep e i progressi raggiunti nella qualità degli attivi riteniamo plausibile che le banche possano remunerare i propri azionisti in linea con i target dei piani industriali”, ha commentato un altro analista che preferisce mantenere l’anonimato. (riproduzione riservata)