La Commissione Europea mette nel mirino otto piattaforme delle big tech. Da Bruxelles è partita una richiesta formale di chiarimenti a Google Search, Facebook, X, Instagram, Snapchat, TikTok, YouTube, Bing e LinkedIn (Microsoft). A tutte è stato chiesto di dimostrare di rispettare il Digital Service Act (Dsa), la legge europea che insieme al Digital Markets Act (Dma) regola i mercati digitali e l’uso dei dati nell’Unione Europea.
In particolare, la Commissione vuole vederci chiaro sulle misure di attenuazione dei rischi legati all’intelligenza artificiale generativa, a partire dalle allucinazioni con cui l’AI fornisce informazioni false, la diffusione virale di deepfake e la manipolazione dei processi elettorali. A questo si aggiungono richieste di chiarimento sulle misure prese dalle piattaforme per evitare il diffondersi di contenuti illegali e per tutelare i minori e proteggere i dati personali.
Le società avranno tempo fino al 5 aprile 2024 per condividere con la Commissione documenti interni sulle questioni relative alla tutela delle elezioni e fino al 26 aprile 2024 per rispondere alle altre richieste.
L’iniziativa della Commissione europea si inserisce all’interno di un più ampio di attenzione verso le big tech e i loro servizi. A febbraio, ad esempio, la Commissione aveva già aperto un’inchiesta contro TikTok, accusata di non tutelare i minori, ai sensi del Dma. (riproduzione riservata)