Il governo vuole contenere gli stipendi dei manager delle partecipate. La bozza del decreto Lavoro, approvato lunedì primo maggio, prevede infatti che il ministero dell’Economia, in quanto azionista, eserciti il proprio diritto di voto per contenere i costi. L’azione del Mef dovrà quindi “privilegiare le componenti variabili direttamente collegate alle performance aziendali e a quelle individuali” dei manager, si legge nella bozza del provvedimento.
Il provvedimento che smantella il reddito di cittadinanza, introducendo l’assegno di inclusione, porta poi al 7% lo sgravio contributivo, tutto a beneficio dei lavoratori per i redditi fino a 25mila e al 6% per i redditi fino a 35 mila. Un intervento da circa 4 miliardi di euro, che potrebbe portare in busta paga fino a un massimo di 60 euro. Non 100 come inizialmente detto. Tale cifra è infatti in realtà l’effetto della somma dell’attuale intervento con i tagli del cuneo previsti da Draghi e confermati dal governo di Giorgia Meloni nell’ultima manovra. Un intervento consistente anche se non «il più importante taglio delle tasse sul lavoro degli ultimi decenni».
Certo se si somma l’intervento del dl Lavoro con le misure dell’ultima manovra la cifra si aggira attorno ai 9 miliardi. Il governo Draghi era invece intervenuto con circa 7 miliardi per la riduzione dell’Irpef, 1 miliardo per l’Irap e un taglio dello 0,8% del cuneo fiscale, ossia con 1,2 miliardi, più un ulteriore miliardo previsto dal dl Aiuti bis. In precedenza, il secondo governo Conte aveva ampliato a 100 euro il bonus Renzi da 80 euro (costo totale 3 miliardi nel 2020 e 5 miliardi nel 2021). Quanto agli 80 euro renziani, il costo dell’operazione si aggira attorno a 9 miliardi.
Altra novità del decreto riguarda il reddito di cittadinanza. Prima dell’entrata in vigore dell’assegno d’inclusione da gennaio 2024, i beneficiari non occupabili potranno continuare a usufruire del sussidio fino a fine 2023, senza il limite delle sette mensilità introdotto in manovra. Una deroga che vale solo per i nuclei familiari con disabili, minorenni o con over 60.
Nell’ultima bozza del provvedimento trova spazio anche la possibile proroga di altri 6 mesi della cassa integrazione dei lavoratori Alitalia. Il sostegno potrà essere concesso "soltanto previa attivazione di un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi d'impresa". Per il provvedimento vengono assegnati 135,1 milioni di euro per il primo semestre 2024. (riproduzione riservata)