Gli Stati Uniti potrebbero quadruplicare i dazi sulle auto elettriche importate dalla Cina e questa potrebbe essere una buona notizia per Stellantis, che infatti nella seduta del 13 maggio guadagna circa il 3,5% attorno a quota 21 euro. Secondo le indiscrezioni dei media americani, l’amministrazione Biden si prepara a imporre nuove tariffe, più elevate, su settori chiave come veicoli elettrici, batterie e celle solari e un annuncio è atteso per martedì 14 maggio.
Secondo le indicazioni i dazi sui veicoli elettrici cinesi potrebbero quadruplicare dall’attuale 25% al 100%. Questo potrebbe rappresentare un danno enorme per i produttori di auto cinesi, che stanno cercando di vendere i loro veicoli in nuovi mercati di fronte a una domanda interna che si indebolisce. L’export cinese di automobili è infatti balzato a livelli record ad aprile, con le spedizioni estere salite del 38%, a 417 mila unità, in linea con il forte slancio del 39% del mese precedente, secondo la China Passenger Car Association. Allo stesso tempo però le vendite interne sono scese del 5,8% nonostante la feroce concorrenza sui prezzi tra i produttori: c’è cautela da parte dei consumatori sulle spese in un periodo di ripresa economica incerta.
Se gli Stati Uniti si stanno già muovendo, a breve l’Europa potrebbe fare lo stesso: l’indagine anti-sovvenzioni da parte dell’Ue sulle case automobilistiche cinesi lascia immaginare che anche la Commissione potrebbe presto rafforzare i dazi sulla Cina, attualmente al 10%, misura sulla quale però soprattutto la Germania, spinta dalle sue case automobilistiche, si oppone: perché? E perché nuovi e più alti dazi sulle auto elettriche cinesi potrebbero invece andare a vantaggio di un gruppo come Stellantis?
Lo spiega Banca Akros nel suo ultimo report, nel quale ribadisce su Stellantis una raccomandazione neutral con un target price di 26,9 euro. Gli esperti spiegano che se «la Germania e i costruttori di auto tedeschi si oppongono a nuovi dazi» è anche perché «la Cina rappresenta tra il 20 e il 30% delle vendite delle case tedesche», mentre se si guarda a gruppi come Stellantis e Renault, «la loro è una limitata ed esigua esposizione al Paese». Tenendo conto di questo, Banca Akros ritiene che la notizia di più alti dazi Usa e Ue sulle auto cinesi «possa essere potenzialmente positiva per Stellantis», perché a differenza dei concorrenti tedeschi non ha nulla da temere. «Qualsiasi decisione dell’Europa potrebbe scatenare una reazione dalla Cina e, a nostro avviso, i costruttori tedeschi sono più esposti alle possibili ritorsioni cinesi», conclude Banca Akros. (riproduzione riservata)