Dopo il mare e il cielo (con la nuova società Msc Air Cargo), il prossimo terreno di conquista per Mediterranean Shipping Company sarà la terra. Un percorso di integrazione verticale lungo la catena logistica per la verità già iniziato, non solo in Italia, ma è al trasporto terrestre e allo stoccaggio e distribuzione delle merci che il primo gruppo armatoriale al mondo nel business dei container guarda per accrescere ancora il suo dominio economico. «Io penso che in futuro la logistica terrestre debba essere fatta dagli armatori», ha detto l'armatore di origini sorrentine Gianluigi Aponte nell'intervista pubblicata venerdì 5 maggio su MF-MilanoFinanza.
Negli ultimi anni sono state costituite, in Italia e in diversi paesi esteri, prima la società di spedizioni intermodali Medlog, poi l'impresa ferroviaria Medway e da ultima la società di autotrasporto Medtruck. A queste potrebbe aggiungersi Italo per il trasporto ferroviario di passeggeri diretti (anche) alle navi da crociera e ai traghetti del gruppo. A novembre a Monfalcone, in occasione della consegna da parte di Fincantieri della nuova nave Msc Seascape, il genero Pierfrancesco Vago (sposato con Alexa Aponte) che di Msc Crociere è presidente esecutivo, aveva detto: «L'obiettivo di Msc è sviluppare un sistema trasportistico e logistico che ha impedito al Paese di competere con realtà internazionali più strutturate. L'integrazione verticale delle modalità di trasporto è un tentativo di rispondere alle richieste di efficientamento e di organizzazione che continuano a provenire dal mercato. Anche a seguito del crescente sviluppo dell'e-commerce. Si possono sviluppare collaborazioni tra operatori globali e operatori locali in un'ottica di sussidiarietà».
Una collaborazione tra logistica e mondo dell'e-commerce che in ambito associativo si è già tradotta nella nascita di Federlogistica, realtà aderente a Confcommercio-Conftrasporto presieduta da Luigi Merlo (direttore delle relazioni istituzionali di Msc in Italia) e di cui Msc e Amazon rappresentano i due pilastri nonché i promotori. Di un possibile matrimonio si sente parlare ma al momento si parla di “fantalogistica”.
Altro passaggio meritevole di attenzione nelle parole di Aponte riguarda le necessità di un retroporto alle spalle delle banchine genovesi: «Servirà un dry port nel basso Piemonte». Il Rivalta Terminal Europa esiste già ed è un'azienda controllata dal gruppo belga della logistica Katoen Natie, mentre un nuovo progetto sta nascendo ad Alessandria, presso uno scalo ferroviario dismesso. «Secondo me meglio Rivalta Scrivia; il dry port deve essere relativamente vicino al porto e Rivalta Scrivia è più vicino. Tutte e due vanno bene, ma è meglio Rivalta Scrivia».
Questo retroporto sta diventando nei fatti uno snodo logistico primario per Msc perché da qui passano quasi tutti i treni carichi di container che il gruppo ginevrino trasporti da e per i porti dal Nord Italia, sia quelli affacciati sul Mar Tirreno (Genova e Spezia) che sull'Adriatico (Ravenna, Venezia e Trieste). Un'acquisizione del Rivalta Terminal Europa potrebbe essere un'ipotesi concreta. (riproduzione riservata)