In Italia, nell’ultimo anno e mezzo, è scoppiata la febbre da conto deposito. Sono stati 4,5 milioni i cittadini che hanno scelto di optare per questa forma di investimento, favoriti dai tassi di interesso elevati a fronte di un’inflazione galoppante che ha colpito il denaro infruttuoso parcheggiato sui conti correnti. I dati emergono da un’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti mUp Research e Norstat, che va di pari passo con un altro dato reso noto dal comparatore: le ricerche online di queste prodotti sono cresciuto, nel 2023, del 169% rispetto all’anno precedente.
Il vero tema, a questo punto, è capire se e quanto i conti deposito rendano davvero. In altre parole, sono validi strumenti nell’attuale fase di mercato? Secondo le simulazioni di Facile.it, aggiornate al 21 marzo, i conti deposito vincolati a 60 mesi hanno una redditività lorda che può arrivare al 4,75%. Percentuale che scende al 4,45% per i vincoli a 36 mesi e al 4,2% per vincoli a 12 mesi. Mentre per i depositi non vincolati, cioè quelli da cui si può uscire in qualsiasi momento e che per questa loro natura hanno in genere rendimenti più bassi, in questo momento c’è una singola promozione che arriva addirittura al 5% per tutte le scadenze di 12, 36 e 60 mesi.
«Il conto deposito è un vero e proprio strumento di investimento, che si appoggia a un conto corrente tradizionale e che consente di ottenere una rendita elevata sulle somme depositate», spiegano gli esperti di Facile.it. «È bene ricordare, però, che le operazioni classiche che è possibile effettuare tramite il conto corrente tradizionale non sono disponibili con il conto deposito che prevede, invece, un’operatività più ridotta».
Andando a guardare le caratteristiche demografiche di chi ha aperto un conto deposito nell’ultimo anno, l’indagine commissionata da Facile.it rivela che tra i giovani tra 25 e 34 anni lo strumento è stato sottoscritto dal 16,4% del campione. Quota che scende al 14,6% per la fascia 35-44 e al 10,7% se si considera la totalità degli intervistati.
Risultato: il conto deposito è un prodotto che interessa ai giovani risparmiatori-investitori, e infatti tra chi ne ha aperto uno nell’ultimo anno è emerso che più della metà (60%) lo ha fatto online, contro un terzo circa del campione che lo ha aperto in filiale e un 7,5% dei rispondenti che lo ha fatto tramite agente o mediatore fisico.
Allargando la lente sull’intera popolazione italiana, quindi non solo a chi ha aperto il conto deposito nell’ultimo anno, emerge che che oltre il 34% del campione (14 milioni) ne possiede almeno uno, e tra questi oltre 1,7 milioni (4,3%) ne hanno più di uno. Il Nord Ovest è terra di elezione per gli investitori in conti deposito: tra Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta il 41,5% del campione ne possiede almeno uno, contro il 34% nazionale. Ancora una volta, lo strumento è preferito dai giovani e giovanissimi: il 45,5% degli intervistati tra 25 e 34 anni ha investito in un conto deposito.
E quando la Bce inizierà ad abbassare i tassi d’interesse? «Gli aumenti dei tassi negli ultimi due anni per combattere l’inflazione hanno contribuito a far crescere i rendimenti dei conti deposito rendendoli molto più appetibili rispetto al passato», continuano gli esperti di Facile.it. «Se, come previsto dagli analisti, le banca centrale dovesse iniziare ad abbassare gli indici nei prossimi mesi, queste potrebbero essere le ultime opportunità per beneficiare di redditività così elevate». (riproduzione riservata)