La strategia ormai è chiara e non più tardi di una decina di giorni fa, in occasione della conference call sui risultati dei primi nove mesi dell’anno, l’amministratore delegato di Cellnex Marco Patuano l’aveva ulteriormente esplicitata di fronte agli analisti. ??????A detta del top manager il colosso spagnolo delle torri di trasmissione, nel quale Edizione dei Benetton è il primo azionista con quasi il 10%, avrebbe continuato a valutare la possibilità di monetizzare asset per ridurre la leva finanziaria, riuscire a raggiungere nei rating di S&P l’investment grade entro fine 2024 (Fitch già valuta le emissioni di Cellnex investment grade) e tornare a remunerare gli azionisti con dividendi o buyback.
Nel mirino ci sono le controllate nei mercati europei non-core e con limitate opportunità di crescita da dismettere totalmente oppure parzialmente. E il debito da aggredire viaggia a quota 17,6 miliardi, di 300 milioni inferiore rispetto ai quasi 18 di inizio estate. Dal 2015 la società ha finanziato anche a debito la sua rapida e ampia espansione a suon di acquisizioni in tutto il Vecchio Continente.
Così, dopo le vendite in Francia e nei Paesi scandinavi, secondo il quotidiano economico spagnolo Cinco Dias il gruppo sta vagliando ora diverse alternative strategiche per le sue controllate in Austria e Irlanda, fra cui ancora una volta una vendita totale o la cessione di quote di minoranza.
Al di là delle Alpi, Cellnex è il principale operatore nel mercato austriaco con 4.584 torri, frutto dell'acquisizione nel 2020 degli asset di Hutchison nel Paese. Mentre in Irlanda la società spagnola si concentra principalmente sullo sviluppo di infrastrutture in fibra e controlla 1.963 antenne, anche come conseguenza dell’acquisizione nel 2019 della compagnia locale Cignal da Infravia per 120 milioni di euro.
Secondo gli analisti di Deutsche Bank il valore complessivo delle controllate si aggira intorno ai tre miliardi di euro. Bocche cucitissime a Madrid dove non hanno commentato le indiscrezioni del quotidiano locale.
Raccolto a giugno il testimone da Tobias Martinez come amministratore delegato, Patuano ha aperto a settembre il capitolo dismissioni. Prima in Francia, dove anche per prescrizioni antitrust ha venduto per 631 milioni di euro 2.353 torri di trasmissione a Phoenix Tower International (società di infrastrutture tlc americana che ha Blackstone tra gli azionisti forti) e a una joint venture tra la stessa Phoenix e l'operatore transalpino Bouygues Telecom.
Poi in Svezia e Danimarca, dove Cellnex ha invece raggiunto un accordo con il fondo d’investimento americano Stonepeak per la vendita del 49% delle sue attività nei due Paesi scandinavi. Incasso: circa 730 milioni di euro. Cellnex Nordics ha in portafoglio una rete complessiva di 4.557 antenne, parco torri che tra impegni e opzioni potrebbe crescere ulteriormente raggiungendo quota 7.000 torri nei prossimi anni. L’ultima operazione di dismissione è arrivata a inizio novembre, quando Cellnex ha fatto sapere al mercato di aver ceduto il ramo d’azienda delle reti private 5G al gruppo australiano Boldyn Network.
Si tratta di un operatore specializzato nella costruzione di infrastrutture per imprese che in Italia ha appena vinto la gara del Comune di Roma per cablare le tre linee della metropolitana e installare piccole antenne nelle 100 maggiori piazze della Capitale. Il deal ha rappresentato un’ulteriore razionalizzazione nell’area scandinava. Il ramo d’azienda comprende infatti principalmente la finlandese Edzcom, controllata leader del mercato europeo nella progettazione, realizzazione e gestione di reti private 4G e 5G, soprattutto per clienti industriali dei settori manifatturiero, portuale, petrolio e gas, energetico e minerario.
Oltre che in Finlandia, Edzcom è presente anche in Francia, Germania, Spagna, Svezia e Regno Unito. La società spagnola non ha comunicato il valore del deal, il cui closing come quello su Cellnex Nordics è previsto entro la fine del primo trimestre del 2024. Le indiscrezioni di Cinco Dias hanno messo le ali al titolo Cellnex che ha guadagnato il 3,5% a 33,66 euro alla borsa di Madrid, consolidando quota 33 euro. Dopo essere sceso il 26 ottobre ai minimi annuali di 26,26 euro, il prezzo delle azioni ha registrato un rimbalzo del 25%, riacciuffando i 33 euro. Cellnex attualmente capitalizza quasi 23 miliardi. (riproduzione riservata)