Sul modello dei basket bond regionali, Cassa Depositi e Prestiti lavora a un'operazione su scala nazionale che, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, avrà il sostegno della Banca europea degli investimenti. Il dossier sarebbe già all'attenzione dell'istituto con sede in Lussemburgo, anche se la discussione è ancora agli inizi e le tempistiche incerte. Il programma è pensato per sostenere lo sviluppo e la crescita delle pmi e della Mid cap italiane danneggiate dalle ripercussioni economiche della pandemia, con finanziamenti a medio-lungo termine attraverso un canale alternativo a quello bancario. L'operazione prevederà un accordo di garanzia dell'European Guarantee Fund (Egf) - nell'ambito del quale Cdp ha concluso negli ultimi mesi due intese, una a giugno con la Bei, la seconda lo scorso settembre, coinvolgendo Mediocredito Centrale e Fondo europeo per gli investimenti - che permetterà di attivare 5 miliardi di euro in finanziamenti a favore di una platea stimata in 30mila aziende. La proposta di un basket bond nazionale, con copertura europea delle eventuali perdite della prima fase, rientra all'interno della missione di istituto nazionale di promozione della società guidata da Dario Scannapieco, impegnata nel mettere a punto il nuovo piano industriale, atteso per dicembre e che avrà tra i pilastri il sostegno e il credito al sistema produttivo nazionale. In questa direzione va il programma dei basket bond regionali. Il programma campano, ad esempio, prevede la costituzione di un portafoglio di minibond emessi da società locali per un massimo di 148 milioni. Nel 2020 sono stati portati a termine cinque closing e finanziate 41 pmi per 97 milioni. Nel 2021 invece sono avvenuti due closing con 13 società per 22 milioni totali. In Puglia, con un portafoglio di 160 milioni, i closing dello scorso anno sono stati due, a fronte di 14 pmi finanziate per 52 milioni totali; mentre quest'anno sono state finalizzate operazioni con altre tre tre società per circa 12 milioni di euro. Sono state invece due le operazioni per i cosiddetti basket bond di filiera, la prima dedicata al vino e la seconda al mondo del cinema. Secondo un recente studio condotto da Cassa Depositi e Prestiti assieme al Politecnico di Milano e al Centro studi Celf della law firm Orrick, la crescita e il rafforzamento del mercato dei minibond - tanto più nella forma strutturata dei basket bond - garantirebbe alle piccole e medie imprese italiane una raccolta di oltre 100 miliardi di euro e una potenziale crescita dei ricavi di quasi 20 miliardi. Con la transizione da una fase d'iniezione di liquidità, che ha caratterizzato la fase pandemica, a una nella quale l'intervento pubblico sarà via via ridotto, occorrerà favorire la crescita delle aziende. Affinché ciò avvenga, spiega lo studio, «è necessario che la quotazione del bond avvenga su un mercato strutturato per dimensioni e caratteristiche sulle pmi». (riproduzione riservata)