Ribaltone ai vertici di Saipem dopo la conclusione a metà luglio dell'aumento di capitale da 2 miliardi di euro imposto dall'allarme utili sui conti 2021 lanciato nel gennaio scorso. Il cda ha nominato amministratore delegato Alessandro Puliti al posto di Franceso Caio che si è dimesso con effetto immediato. La notizia di una possibile uscita di Caio circolava già da qualche settimana e del possibile arrivo di Puliti al vertice di Saipem aveva anticipato MF-Milano Finanza lo scorso 10 agosto. Puliti, 58 anni, mantiene la carica di dg, che detiene dallo scorso febbraio quando era arrivato dall'Eni (dove era direttore generale Natural Resource) con Paolo Calcagnini, nominato da Cdp l'altro socio forte di Saipem, e oggi cfo del gruppo. Il cda ha ringraziato Francesco Caio che ha «contribuito a reagire alle criticità emerse in sede della backlog review avviata dal management in relazione alle commesse acquisite negli anni scorsi, backlog review che ha evidenziato, a causa del perdurare del contesto pandemico e dell'aumento dei costi delle materie prime e della logistica, un significativo deterioramento dei margini economici a vita intera di alcuni progetti». Di qui il profit warning di inizio 2022 e la successiva manovra di rafforzamento patrimoniale che ha visto la partecipazione anche di un pool di banche. L'operazione di ricapitalizzazione è iniziata il 27 giugno e si è conclusa l'11 luglio ed è stata sottoscritta per il 70,4% (1,4 miliardi). I restanti 600 milioni sono stati apportati da Bnp Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Hsbc, Intesa Sanpaolo e Unicredit (in qualità di joint global coordinators) e Abn Amro, Banca Akros-Gruppo Banco Bpm, Banco Santander, Barclays, Bper, Goldman Sachs International, SG e Stifel (in qualità di joint bookrunners). L'aumento di capitale ha portato molta volatilità sul titolo per le modalità con cui è stato realizzato. I conti del gruppo però sembrano migliorare negli ultimi mesi dopo la perdita netta di 2,46 miliardi del 2021. Nel secondo trimestre i ricavi sono saliti del 28% a sfiorare i 2,5 miliardi. Crescita a due cifre anche per l'ebitda adjusted a 176 milioni (+21%). Nel primo semestre il risultato netto ha registrato una perdita di 130 milioni che si confronta col rosso di 779 milioni del primo semestre 2021 ed è tornato positivo l'ebit adjusted, a 46 milioni di euro (era -486 milioni) con i ricavi che hanno superato quota 4,4 miliardi, +40% anno su anno.
Saipem inoltre spiega che «a seguito della cessazione del rapporto giuridico e dell'incarico di amministratore delegato, ha deliberato di esercitare il recesso dal rapporto di lavoro subordinato dirigenziale con Francesco Caio in coerenza con quanto stabilito nell'accordo del 29 luglio 2021, con pagamento dell'indennità sostitutiva del preavviso nella misura massima prevista dalle policy aziendali e dal contratto collettivo». A Caio dunque sono dovuti 3,3 milioni di euro lordi, di cui 650 mila euro a titolo di preavviso, 1,95 milioni quale incentivo all'esodo e 700 mila a titolo di patto di non concorrenza e non sollecitazione. «La successione mostra un segnale di continuità nella governance aziendale», osserva Equita che conferma il giudizio hold con prezzo obiettivo di 1,38 euro. Per Jefferies, il rating è hold con prezzo obiettivo a 0,9 euro. A Piazza Affari il titolo ha chiuso in ribasso del 2,2% a 0,7 euro. (riproduzione riservata)