La Rai sonda il terreno per lanciare un bond. La controllata al 99,56% dal ministero dell'Economia ha dato mandato a Citi e Unicredit per una serie di call con investitori istituzionali italiani ed esteri in vista del lancio di una obbligazione senior unsecured a 5 anni da attesi 300 milioni di euro. Il titolo verrà lanciato nel prossimo futuro in base alle condizioni del mercato.
A maggio il cda di Radiotelevisione italiana aveva conferito mandato all’ad, Roberto Sergio, e al Cfo, Marco Brancadoro, per procedere con l’emissione di un prestito obbligazionario non convertibile fino a 300 milioni di euro, a conferma di quanto anticipato da MF-Milano Finanza. Il prestito consentirà il rifinanziamento del titolo di pari importo in scadenza a fine esercizio e «garantirà un’adeguata struttura finanziaria del gruppo a supporto delle iniziative del piano industriale 2024-2026», aveva spiegato a suo tempo la società.
Ad aprire una finestra sul mercato obbligazionario è anche Kiko Milano, L’azienda attiva nel settore del make-up ha dato mandato a un pool di banche per call con gli investitori in vista del lancio di un titolo a 7 anni da 500 milioni di euro. In questo caso le banche incaricate sono Barclays, Deutsche Bank, Unicredit e Intesa Sanpaolo.
A Piazza Affari è quotato solo il titolo Rai Way, in rialzo dello 0,31% a 4,92 euro. Viale Mazzini dovrebbe procedere a settembre con la cessione della quota nella società delle torri. E nella riunione di venerdì scorso avrebbe deciso di cedere non più del 10% (anziché il 15% inizialmente previsto), portandosi al 55% di Rai Way e incassando circa 130 milioni di euro. Una cessione che non dovrebbe pregiudicare il merger con Ei Towers e sarebbe conforme con il recente Dpcm che permette alla Rai di scendere fino al 30% della controllata.
Il probabile slittamento del placement a settembre è legato ai tempi della nomina del nuovo cda di Rai, inizialmente previsto per metà luglio. «Escludiamo che prima del rinnovo dei vertici, il cda uscente prenda decisioni sul merger tra Rai Way e Ei Towers o sulla cessione della quota Rai in Rai Way», afferma Intermonte, rimarcando che l'eventuale vendita di quote di Rai Way da parte della Rai deve essere compatibile con questa fusione: «in questo caso il ridimensionamento della quota ceduta al 10% ci sembra un’indicazione di supporto sia per contenere l’overhang (eccesso di carta sul mercato, ndr) sul titolo sia per un miglior ribilanciamento delle quote a favore di Rai nella futura combined entity. Tuttavia, secondo la nostra simulazione, anche qualora la Rai decidesse di vendere il 15% di Rai Way, riducendo la sua quota dal 65% al 50%, prima del merger, la sua partecipazione nella futura entità combinata si diluirebbe al 31%, rimanendo sopra il limite minimo confermato dal nuovo Dpcm». (riproduzione riservata)